30 dicembre 2011

Albums Of The Year 2011

just another pop song's 
SCANDINAVIAN ALBUMS OF THE YEAR 2011

16. Those Dancing Days - Daydreams And Nightmares (V2 Music)
Giunte al secondo album, le cinque giovanissime svedesi Those Dancing Days hanno comunicato di essere già al capolinea della loro storia insieme. Peccato davvero, perchè la loro capacità di mettere insieme tensioni indie ed esuberanza pop nelle loro canzoni dinamiche, scintillanti e ballabili era ed è indubbia. Ci lasciano con un pugno di singoli che fischietteremo volentieri a lungo, come questo, che è la mia canzone scandinava del 2012...


15. The Andersen Tapes - As I Write Today Ten Times (Fraction Discs)
Amanda Aldervall è una veterana della scena scandinava, ma l'album di debutto con il nome Andersen Tapes possiede una freschezza contagiosa e a tratti sorprendente. Artigianato twee pop a bassa fedeltà e alta grazia compositiva.

14. Lykke Li - Wounded Rhymes (LL Recordings)
 
Controversa, provocatoria, affascinante nel suo mescolare continuamente aggressività e fragile intimismo, nell'accostare tradizione e modernità sfrontata, impossessandosi di generi diversi e usandoli con una libertà espressiva totale: di Lykke Li si sono dette e scritte tante cose, direttamente proporzionali al successo internazionale che ne fa oggi l'unica vera artista scandinava di caratura mondiale. Wounded Rhymes è un album complesso che mette insieme le diverse facce di Lykke Li, può piacere o meno, ma di certo non lascia indifferenti.

13. Regina - Soita Mulle (Friendly Fire)
 
Innamorati di un'idea di pop elegantemente demodée, vicina ai primi Saint Etienne, i finlandesi Regina hanno creato un album dal suono frizzante, estivo, avvolgente e inconfondibile, fondato su un grande dinamismo di sinth e chitarre elettriche e sulla voce piacevole di Ilsa Pykari.

12. Koria Kitten Riot - The Lows And The Highs (Solmu Records)
Singer/songwriter "classico" e autarchico, ma al contempo attentissimo ai dettagli ed equilibratamente eclettico, il finlandese Antti Reikko (a.k.a. Koria Kitten Riot) ha confezionato un secondo album di ammirevole qualità, racchiudendo un'anima lo-fi in un involucro sonoro ricco e variopinto. 

11. Lasse Lindh - The Tiger With No Stripes
Settimo album del cantautore di Malmoe, "The Tiger..." è forse la migliore raccolta di canzoni della sua non abbastanza premiata carriera: voce, acustica e poco altro per una dozzina di canzoni ironiche ed accorate al tempo stesso, colorate da una quieta leggerezza e da una consolidata capacità di scrittura. 

 
10. Dad Rocks! - Mount Modern
Dad Rocks! è l'originale moniker scelto dall'islandese Snaevall Niàll Albertsson per il suo debutto discografico. "Mount Modern" è un album ambizioso, dinamico, ricco di idee e di arrangiamenti folk-pop raffinatamente obliqui, pur mantenendo un cuore interamente acustico e quasi intimista.

 9. Lockerbie - Ólgusjór (Record Records)
I quattro islandesi Lockerbie, giovani talentuosi allievi di tante band dell'isola dei ghiacci, dai Sigur Ros ai Seabear, hanno costruito un album dove floreale gentilezza folk-pop e muscolare esuberanza elettrica si fondono alla perfezione in una serie di canzoni di grande immediatezza ed energia, che sembrano germinare l'una dall'altra senza soluzione di continuità, come a mettere insieme tutte le suggestioni colte dai maestri.

8. Mylittlepony - Making Marks (Spoon Train Audio)
Innamorati in modo evidente del songwriting dei primi Belle And Sebastian e dei Camera Obscura, così come del folk-pop americano, i norvegesi Mylittlepony confermano con il loro secondo album la propria innata capacità di costruire canzoni gentili, brillanti e coinvolgenti, senza mai superare i tre canonici minuti di durata.


7. Big Fox - Big Fox (Hybris)
 Tra le tante talentuose cantautrici scandinave, quest'anno a nostro parere la gara è stata vinta dalla svedese di Malmoe Charlotta Perers, in arte Big Fox. Al di là dei paragoni (in parte fuorvianti) con Cat Power o Regina Spektor, il suo omonimo album di debutto è una misurata e intelligente collezione di canzoni pop sopra i generi, ora piacevolmente notturne e sensualmente ammiccanti, ora delicatamente appoggiate su pianoforte ed archi.

 6. Einar Stray - Chiaroscuro (Spoon Train Audio)
Strumenti classici (pianoforte ed archi al centro della scena), soffuso lirismo, forma canzone dilatata ed aperta a variazioni cinematografiche, grandissima raffinatezza formale: queste le armi messe in campo dal giovanissimo musicista norvegese Einar Stray nel suo sorprendente debutto discografico. I debiti nei confronti di compositori come Olafur Arnalds e di band canadesi come Arcade Fire e Godspeed You Black Emperor sono evidenti, ma l'elegante idea musicale di Einar Stray, capace di esplicarsi anche in efficaci e piacevolissimi quadri pop dai contorni più canonici, è del tutto personale e merita ogni elogio.

5. Andreas Mattsson - Kick Death's Ass (Razzia)
Vera istituzione del pop indipendente scandinavo, come autore, musicista, produttore, Andreas Mattsson è uno di quegli artisti in grado di scrivere canzoni che sembrano appartenere a tutte le epoche e a nessuna, tanto è il loro nitore formale e tale è l'essenziale densità del loro contenuto. Restando in una penombra illuminata di emozioni e ricordi, dove l'ispirazione scintilla nel buio, Mattsson dà vita a dieci canzoni di fragile ed emozionante intimismo, perfette nella loro brillante e morbida confezione melodica, evidente testimonianza del talento cristallino del Nostro.

4. Egil Olsen - Keep Movin' Keep Dreamin' (Iknowwhatyoudidlastrecords)
Se la vostra idea di singer/songwriter è quella di un poeta-musicista che apre il suo cuore e lascia scivolare la propria vita e le proprie emozioni in ogni canzone che scrive, il timido e sorridente norvegese Egil Olsen dovrebbe stare nei dizionari alla voce "singer/songwriter". Innamorato delle piccole cose della vita, ora gioioso, ora malinconico, Olsen le trasforma in piccole gemme folk talmente essenziali, leggere ed aeree che sembrano sempre fluttuare qualche metro sopra le nostre teste e vogliono lasciarsi portare via insieme alle nuvole, dentro un gentile sogno acustico.
in the middle of norway by egilolsen
 
3. Of Monsters And Men - My Head Is An Animal (Record Records)
Mai come quest'anno, in cui l'Islanda si è rimboccata le maniche per uscire da un quasi-fallimento ed ha bloccato l'Europa intera con l'esplosione del suo vulcano di ghiaccio, la piccola grande isola ha mostrato un fermento di vecchie e nuove band. Tra i tanti esordienti, i sei Of Monsters And Men hanno sorpreso e convinto con le loro canzoni folk-pop trascinanti e variopinte, piene di idee, voci, strumenti ed esuberante entusiasmo. Teneteli d'occhio perchè il disco sarà distribuito worldwide a gennaio 2012...
Of Monsters And Men - Dirty Paws by edin2sun

2. Azure Blue - Rule Of Thirds (Hybris)
Per la prima volta solista dopo una ragguardevole carriera come leader di band (Laurel Music e Irene) fondamentali per la scena scandinava, con "Rule Of Thirds" Tobias Isaksson ha costruito il suo capolavoro. Le canzoni di Azure Blue sono un prodigio di complessa semplicità: partendo da una calda, avvolgente e dinamica base di sinth e mettendola in dialogo con chitarre scampanellanti, una ritmica liquida e la propria voce densa e morbida, Isaksson disegna una serie di luminosi orizzonti marini che sembrano altrettanti inni al viaggio, alla libertà, al sogno. E invitano a partire. 
1. Acid House Kings - Music Sounds Better With You (Labrador)
Difficile dire qualcosa su Niklas, Julia e Johan che non sia stato già detto molte volte nei vent'anni della loro carriera: insieme a pochi altri artisti che qui non nomineremo, possono dire di "essere" il pop scandinavo, non solo di suonarlo. "Music Sounds Better With You" è l'ennesimo contributo dei tre svedesi alla ricerca della perfect pop song, di cui hanno scoperto la formula già molti anni fa incrociando i dischi della Sarah Records, i Beach Boys e tutti i sixties più sbarazzini, Stuart Murdoch e Dan Treacy e qualche altro migliaio di ingredienti musicali, purchè facciano rima con estate, melodia e buonumore. Le dieci canzoni dell'album sono un sorridente tripudio di cori, coretti, cembali, hanclapping, nacchere (!), chitarrine scintillanti e ritornelli letteralmente micidiali. Cosa chiedere di più?