11 agosto 2011
Snorri Helgason - Winter Sun
Pochi titoli sono azzeccati come questo Winter Sun scelto da Snorri Helgason per il suo secondo album solista. River, la splendida canzone che apre l'album, è in effetti uno di quei pezzi da ascoltare a pieni polmoni, come respirare aria pura, fresca e incontaminata in una bella giornata di sole nordico, lontano dai grigi affanni delle nostre città. La lentezza - quieta e rilassata lentezza - sembra infatti la filosofia artistica di questo musicista islandese, stretto collaboratore di quel talento allo stato brado che è Sindri Már Sigfússon (Seabear, Sin Fang), che da un paio di anni ha intrapreso una carriera da singer/songwriter. Con Sindri e tanti altri colleghi islandesi Snorri condivide l'approccio fondamentalmente folk acustico, naif e impressionista (solo) all'apparenza, nostalgico e sognante, colorando poi le sue piccole composizioni di sfumature strumentali diverse e spesso inattese (un trombone, una drum machine, echi e riverberi, un pianoforte, placide armonie vocali). A tratti lo stile di scrittura del nostro è un po' mccartneyano, a tratti sembra possedere la grazia crepuscolare di Nick Drake (il pezzo che dà il titolo all'album è puro distillato del mondo lirico del menestrello di Tanworth in Arden), qua e là ha un'ombra di blues e subito dopo i riflessi dorati e californiani di un David Crosby. A volte ci ricorda molto da vicino il delicato e struggente songwriting del nostro norvegese preferito Egil Olsen (sentite la grazia commovente di Julie, che pare uscita dalle mani del primo Jackson Browne o di Donovan), ma gli orizzonti alla finestra di Snorri sono diversi e forse più ampi (tra parentesi: che panorami musicali dalle finestre di questi islandesi...!). In molti episodi (The butcher's boy, per esempio) sembra che Helgason si sia nutrito degli stessi "classici" divorati da quel talentuoso gourmet di Sondre Lerche, ma Snorri accende l'elettricità ai suoi strumenti per pochi istanti soltanto, prima di tornare nella sua quiete contemplativa.
Una delle cose migliori sentite quest'anno: da non perdere!
River by Snorri Helgason
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

1 commenti:
sono rimasto rapito da snorri. Il suo I’m Gonna Put My Name on Your Door è meraviglioso, non posso perdermi quindi winter sun. grazie agli Hjaltalin che l'hanno voluto come spalla al concerto al malkovich del marzo scorso (cosa ti sei perso!!!)
Posta un commento