16 agosto 2011

Lars Eriksson - Rust And Golden Dust


Lars Eriksson è conosciuto in Svezia per aver partecipato ad una delle edizioni svedesi di Idol (una specie di X Factor), uscendo settimo e facendo poi perdere le proprie tracce. A differenza però dei molti colleghi dei talent show, Lars non è un interprete ma un singer/songwriter dalla voce vagamente dylaniana e con una grande passione per il folk-rock americano, il che di per sè non ne fa proprio il ritratto dell'idolo pop delle folle. Meglio così, in fondo, perchè nel frattempo Eriksson ha fatto calmare le acque e riparte praticamente da zero, con un album - questo Rust And Golden Dust dall'ironica e bizzarra copertina bergmaniana - che mostra, oltre alla sapienza del gruppo di musicisti che lo circonda, buone capacità di composizione che lo mettono degnamente sulla scia del ricco plotone di scandinavi innamorati della tradizione statunitense, da Bjorn Kleinhenz ai Grand Opening, da Joel Alme, da Tobias Froberg a Tomas Andersson Wij, giusto per fare un po' di nomi diversi dai soliti (potrei metterci pure Sondre Lerche, ma non voglio scomodarlo stavolta). Intendiamoci, Lars Eriksson non è un fuoriclasse, ma sa maneggiare la materia che conosce da bravo studente diligente e ha qualche discreta freccia al proprio arco, come la voce che Elin Ruth Sigvarsson presta a diversi pezzi, la confortevole freschezza di canzoni come The loneley journey called life e Rejected love e la curiosa inquieta ruvidezza di Ink well dweller.

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