06 agosto 2011
Billie The Vision & The Dancers - Best Of
Non c'è niente che non sia già stato detto su Billie The Vision & The Dancers: che sono geniali, folli, irresistibili, divertenti, unici e insostituibili nel panorama musicale scandinavo (e non solo in quello). Dopo cinque album di pari luminosità e successo, l'allegra comune folk-pop di Malmoe ha deciso di pubblicare un doveroso Best Of, che mette in fila 22 singoli e potenziali singoli tratti dai loro lavori dal 2004 al 2010. Ovvio che per un appassionato della band svedese un greatest hits non abbia un grande appeal (le canzoni le conosciamo già tutte, per quanto sia piacevole ascoltarle tutte insieme, con un evidente e positivo effetto sul nostro buonumore), e allora Lars Lindquist e compari questa volta hanno pensato - oltre a due cover suonate da loro: Friday i'm in love (The Cure) e I'm a cuckoo (Belle & Sebastian) - ad una bella sorpresa per noi fans: un secondo cd allegato al primo, contenente tredici dei loro pezzi reinterpretati da altrettanti artisti amici dei BTV&TT.
Ecco dunque che la saga di Pablo e Lily, priotagonisti di quasi tutte le composizioni dei Nostri, finisce nella mani sapienti di gruppi e singer/songwriter spesso di nostra conoscenza (di altri invece non sappiamo nulla), incontrando stili e interpretazioni diversi e interessanti. Tra le cover più succulente segnaliamo senz'altro: A man from Argentina (già canzone di cristallina bellezza), resa essenziale e quasi commovente dalla voce prodigiosa e dal pianoforte della fuoriclasse Maia Hirasawa; la vigorosa e perfezionistica rilettura di Nightmares proposta dalle ottime Skilla; l'affascinante metamorfosi blues acustica operata da Seasick Steve sulla dolcissima Go to hell; la muscolare rivisitazione folk-rock di Scared che ci ha fatto scoprire una band di notevole interesse come i Golden Kanine; la versione voce e chitarra totalmente strappacuore di My love offerta dall'enorme talento di Susanna Brandin (a.k.a. Winter Took His Life). Non sono del tutto riuscite invece, a mio parere, le cover di Hold my hand resa in modo un po' lezioso da Peter Joback e lo pseudo electro-pop delle nuove Pipettes, che riveste di una sgradevole patina plasticata quel capolavoro di spontanietà che è Summercat (il confronto con la versione originale presente nel cd1 è impietoso). Dignitose e piacevoli le altre, con la coda inconsueta di Uttnyttjad igen proposta dagli spigolosi indie-rockers Den Svenska Tystnaden.
Se non conoscete Billie The Vision, il doppio album vi può introdurre perfettamente nel mondo colorato e ironico della band svedese. Se invece già siete dei seguaci, difficilmente rinuncerete ad avere per le mani anche il Best Of con le sue chicche. In ogni caso, vale il prezzo!
Go to hell (performed by Seasick Steve)
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