15 luglio 2011
Mire Kay - Fortress
Conosciamo Emelie Molin e Victoria Skoglund come, rispettivamente, violoncellista e chitarrista delle Audrey, band dedita ad un indie-rock dalle tinte sfumate e notturne, di cui abbiamo perso le tracce da circa tre anni dopo l'ultimo notevole album The Fear And The Longing. Se il futuro delle Audrey è per il momento abbastanza incerto, il presente di Emelie e Victoria è (si fa per dire) luminoso, e coincide con questo progetto chiamato Mire Kay. Solo cinque canzoni per ora - Fortress è poco più di un EP, 17 minuti di durata - ma di grande fascino e indubbio interesse.
Diciamo subito che lo stile delle Mire Kay non è lontano dalle raffinate brume invernali delle Audrey, così come può assomigliare all'introversione moderatamente sperimentale di We Are Soldiers We Have Guns, Nina Kinert o The Tiny (sentite un pezzo come Industry e vi apparirà il riflesso di Ellekari Larsson).
Qui però le due musiciste svedesi lavorano a partire dall'essenza comunicativa e sonora della loro band, filtrando e riducendo fino a giungere ad una forma espressiva concentrata, densa ed efficace, basata sull'intreccio armonico delle voci (era il punto di forza delle Audrey, ricordate?), sui merletti emotivi del violoncello e sulla scabra ritmica elettro-acustica della chitarra. Su questa trama (solo) all'apparenza fredda si appoggiano ricami diversi (altre voci, un glockenspiel, riverberi elettronici...) che aggiungono suggestione ad ognuno dei pezzi del mini-album, dalla morbida inquietudine di Sea monster all'invantevole delicatezza folk di So you learned, a mio parere la vera gemma di Fortress.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

0 commenti:
Posta un commento