09 giugno 2011
Veronica Maggio - Satan I Gatan
Per quale motivo Veronica Maggio in Svezia è la popstar del momento? E, soprattutto, perchè ne dovremmo parlare su un blog dedicato (quasi) esclusivamente al mondo indie?
La risposta in fin dei conti è la stessa ad entrambe le domande: perchè è brava.
Reduce dal successo tutto nordico del suo secondo album, prodotto con il fidanzato Oscar Linnros, la biondina di Uppsala dal cognome italianissimo è passata attraverso traversie sentimentali che l'hanno portata oggi tra le braccia di Christian Walz, autore di gran parte del disco e responsabile della sua scintillante confezione sonora. Cos'ha allora Satan I Gatan (espressione gergale che potrebbe corrispondere al nostro "Accidenti!") di così interessante per il pubblico e per la critica (non troverete facilmente una recensione tiepida o negativa)?
Io partirei da Jag Kommer, singolo di energica freschezza e di concezione per nulla scontata: potete scommetterci tranquillamente, il riff micidiale alla Strokes e la melodia dinamica ed ammiccante cantata da Veronica verranno immediatamente incoronati sovrani dell'estate musicale scandinava. Con merito, perchè scrivere canzoni così (potremmo aggiungere Satan i gatan e Valkommen in, che introducono il disco con piglio quasi presuntuoso), pienamente permeate dello zeitgeist pop di questi tempi ma per nulla stucchevoli o artificiose, non è cosa che sanno fare tutti. Infatti la Maggio e i suoi collaboratori (non artefici, non stiamo parlando di una qualunque creatura del Max Martin di tutrno) hanno lavorato con lungimiranza commerciale (è così, che male c'è?) per imprimere alle loro three minute songs quell'immediatezza radiofonica che - mentre stai facendo tutt'altro con l'FM accesa - ti fa fermare per un istante pensando tra te e te "Però! E questa chi è?".
Gli ingredienti in definitiva non sono tanti: la voce non formidabile ma versatile di Veronica, una struttura soul-pop di base gestita con intelligenza (non un solo momento sopra le righe, nessun retrogusto di plastica top-of-the-pops, nessun vezzo r'n'b o hip-hop alla moda) e poi bollicine a volontà, tra sinth zuccherosi, coreografiche pennate di archi, ritornelli che si insinuano all'istante nella memoria e beat sempre frizzanti, perfetti per l'estate appena cominciata.
Le liriche - purtroppo per noi - sono in svedese (bizzarro, considerato il potenziale da scalatrice di classifiche della Nostra), però quando sentiamo citare La canzone del sole di Battisti in Valkommen in, non possiamo che sorridere con un po' di soddisfazione, anche se in fondo Battisti non l'abbiamo mai potuto soffrire...
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