30 giugno 2011
Egil Olsen - Keep Movin Keep Dreamin
Voleva diventare un grande regista e se ne è andato via dal suo paesino norvegese per studiare negli States. Ha vissuto a Los Angeles per un po', poi è tornato in patria, è diventato un disegnatore di talento (vedi copertine) ed un affermato cantautore indie, si è sposato con la sua ragazza, ha girato la boa dei trenta e pubblicato un secondo disco che era una lunga dichiarazione d'amore, poi ha girato mezzo mondo, ha passeggiato per le vie di Hollywood insieme a Butch degli Eels ed è tornato a casa ancora una volta, dove si è dato anima e corpo alla vita famigliare e ai sogni ad occhi aperti.
Keep Movin Keep Dreamin fotografa in diretta la vita del nostro amato Egil Olsen allo stato attuale: niente di nascosto o di artefatto, perchè Egil - ormai lo conosciamo bene - è sì timido, ma è anche uno che quando racconta di sè ti parla sempre con il cuore in mano. E così, davanti al terzo album del barbuto e pacioccone singer/songwriter di Ørsta, finisce che come al solito ci viene da sorridere come quando ritroviamo un caro amico che non vedevamo da un pezzo, e alla fine ci commuoviamo pure un po'.
Non ci sono novità particolari nello stile delicato e "casalingo" di Egil, ma è un dato oggettivo il fatto che, ogni volta che lo ritroviamo, lui ci sembra sempre più bravo e le sue canzoni più belle. I punti di riferimento li conoscete già: il Neil Young più romantico, gli Eels del loro periodo (d'oro) folk-pop, l'eleganza di Randy Newman. Egil suona la sua chitarra acustica, qualche volta il pianoforte, canta con gentile spontanità, ed è ispirato ed efficace sia quando rimane all'essenza del suo canone cantautorale delicato ed intimista, sia quando si fa accompagnare da archi sognanti e morbidissimi (elemento quest'ultimo che mi sembra caratterizzi l'album rispetto ai precedenti): episodi come Keep movin, In the middle of Norway (divertente e divertita autobiografia, per me già un piccolo classico), Fangirl, One man show, She and him (and I), Location location location, Turn into air sono piccole gemme che sembrano veramente appartenere ad un altro tempo ed un'altra dimensione, come se Olsen usasse la sua musica come un caldo e confortevole guscio protettivo contro i rigori del mondo.
Una meraviglia.
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