24 maggio 2011

Jeniferever - Silesia





Probabile che non esista una musica meno estiva di quella dei Jeniferever, ma anche stavolta (come per il precedente album Spring Tides), mi capita di recensire un loro lavoro con trentadue gradi all'ombra e il nostro solito sole afoso fuori dalla finestra. Poco male, anche perchè Silesia è un disco di notevole interesse, che mi pare possa essere considerato un ulteriore passo avanti nella carriera della band di Uppsala.
Procedendo da uno stile notturno che era etichettabile almeno in parte come post-rock, i Jeniferever introducono a poco a poco nuovi elementi pop alla loro musica. Senza rinunciare alla loro ricercata obliquità di marca indie, Kristofer Jönson e compagni hanno lavorato sia sulla dimensione delle canzoni, riducendola e levigandola rispetto alle divagazioni passate, sia sul suono, che mai come oggi possiede un dinamismo pieno ed efficace che ricorda a più riprese (anche nella voce) le cose migliori dei Death Cab For Cutie, specialmente nei momenti meno spigolosi e più avvolgenti (A drink to remeber, Cathedral Peak, Dover, che per me è il pezzo migliore nei 52 minuti complessivi, la conclusiva Hearts), dove all'ipnotico muro delle chitarre e alla ritmica poderosa e torrenziale si aggiungono opportunamente sinth e pianoforte. A chi non è un adepto del genere possono risultare freddi gli episodi maggiormente post (Where the hills fall towards the ocean), tuttavia la capacità atmosferica degli svedesi è indubbia, e non mancano mai i loro misurati crescendo emotivi.

Jeniferever   'Waifs & Strays' by Monotreme Records

1 commenti:

robertorizzo ha detto...

E' proprio un pezzo notevole.
Bellissimo blog, tra i miei preferiti, da stasera.