03 maggio 2011

I'm From Barcelona - Forever Today


L'amore di Emanuel Lundgren e dei suoi 28 sodali (ho contato bene?) I'm From Barcelona è un qualcosa di commovente. Non ho davvero altri aggettivi per etichettare l'attitudine musicale di questo musicista svedese che dal 2006 lavora a questo folle progetto in cui, attorno alla sua regia, si muove uno stuolo variopinto di amici e collaboratori che prestano le loro voci, i loro strumenti e le loro idee.
Dopo un esordio che ha fatto parlare di sè mezzo mondo indie e un seguito che mostrava un atteggiamento più eclettico e limava alcuni colori troppo accesi, gli IMFB hanno proposto l'anno scorso una raccolta sperimentale (27 Songs From Barcelona) in cui ogni membro del collettivo aveva un piccolo spazio per esprimere la propria creatività: episodio in fondo trascurabile nella carriera della super-band, visto che è proprio dall'unione corale e festosa di tante persone diverse (e non dal loro frazionmento artistico) che nasce la cifra stilistica unica e gioiosa dei "barcellonesi" di Jonkoping.
Non a caso in questo Forever Today, che è il terzo vero album del combo, ritroviamo la vera natura degli IMFB, qui elevata all'ennesima potenza, come se la mission di Lundgren stavolta fosse quella di ottenere il risultato più luminosamente pop lavorando sulla semplicità, anzichè sulle tentazioni barocche e centrifughe che con un gruppo con quasi trenta teste pensanti deve essere sempre dietro l'angolo. Prendete allora una qualsiasi delle dieci canzoni del disco (quantità perfetta, durata perfetta: tre beatlesiani minuti e via) e vi accorgerete che non c'è un solo momento di stanchezza nè di esagerazione: ogni singolo momento brilla di luce propria, tra linee melodiche implacabilmente catchy, ritmiche rapide, essenziali, ballabili, morbide carezze di sinth e fiati solari, esplosioni corali antemiche e totalmente spensierate dalle quali è impossibile restare immuni. Insomma, un inno all'estate, al potere catartico della musica e dello stare insieme, alla forza tanto prodigiosa quanto umile del pop stesso, che qui non ha particolari contenuti da trasmettere, ma un'energia pura, contagiosa e salutare. Vi accorgerete anche forse che i diversi episodi assomigliano parecchio l'uno all'altro nella forma, ma nei serrati e torrenziali 33 minuti  del disco in fondo è come se assistessimo e fossimo invitati in prima persona ad un'unica festosa esibizione, in cui il numero della traccia e i titoli hanno poca importanza e quello che conta è divertirsi tutti assieme.
Se avete appena finito di ballare con gli Acid House Kings, mettete sul piatto Forever Today, alzate il volume, dimenticate tutti i vostri pensieri e godetevi la primavera: somewhere it's summer, somewhere it's always spring...

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