19 maggio 2011

Friska Viljor - The Beginning Of The Beginning Of The End


I Friska Viljor sono senza dubbio una band atipica nel panorama scandinavo: influenzati dal folk americano ma anche da quello balcanico, si sono mossi – nei loro primi tre album – a metà via tra indie-rock brillante à la Shout Out Louds e pop acustico, suscitando interesse si nella critica che nel pubblico, pur senza sfondare mai veramente.
Messi un po’ da parte gli influssi est-europei (che restano però come sotto-traccia e ibridano ad esempio il country ubriaco di Did you really think you could change), la band di Daniel Johansson e Joakim Sveningsson si presenta oggi con un album dal titolo allegramente ironico The Beginning Of The Beginning Of The End e con un ventaglio di canzoni pop-folk sorridenti e luminose, che fin dalle iniziali Larionov e Come on rivelano un alto tasso di coinvolgente buon umore, che non può non ricordare immediatamente i lavori degli inglesi Noah And The Whale e Fanfarlo, o la spensierata coralità dei connazionali I’m From Barcelona (prendete ad esempio I meant nothing e la conclusiva People and so on), soprattutto quando – quasi sempre in verità – i FV si divertono ad agghindare festosamente le loro canzoni di fiati fragorosi e strumenti da sagra paesana.   
Come già in passato, appare in modo evidente la capacità dei due stoccolmesi di scrivere caznoni dalla forte impronta melodica, dinamiche, divertenti e divertite, che spesso creano un bizzarro contrasto con le liriche da cuori infranti tipiche dei due svedesi. Il risultato è che tra gli undici pezzi che compongono l’album non è obiettivamente facile scegliere un singolo potenziale, essendo ogni pisodio dotato di un’indiscutibile e viscerale carica pop, compreso in fondo anche il lungo ed emozionante valzer elettro-acustico di Useless, centro ideale del disco, dove fa capolino pure qualche balalaika. Tanto che viene da pensare, mentre – al secondo ascolto – già fischietti i ritornelli di molte canzoni, che i FV meriterebbero davvero di stare sul podio (mai abbastanza grande) delle band scandinave note e aprrezzate anche all’estero, mentre rischiano tuttora di passare quasi inosservati.
Da non perdere!

0 commenti: