04 marzo 2011

Uno Møller - Songs From My Beautiful Colourball


Mi sono imbattuto per caso in Songs From My Beautiful Colourball, album di debutto del norvegese Uno Moller, uscito per la piccola ma interessantissima etichetta Lazy Acre Records l'estate scorsa, e devo ammettere che è stata una piccola grande fortuna. Non so praticamente nulla di Uno (ci sono pochissime informazioni in rete), se non che fa parte di una band chiamata Team Me di cui prima o poi dovremo dire qualcosa, ma sono innanzitutto le sue canzoni a parlare per lui. Di canzoni, nell'album di debutto di Uno, ce ne sono dieci, e sono davvero dieci piccoli gioiellini di folk-pop acustico concepito e registrato in modo del tutto artigianale ma dotato di un'appassionata delicatezza che stupisce ad ogni ascolto.
Pezzi come Your quiet little house, Midnight oppure Twentie-four hands e In the lights of the world possono fare pensare ad altri singer/songwriters scandinavi come Egil Olsen, Melpo Mene, Bjorn Kleinhenz, Josè Gonzàlez, The Little Hands Of Asphalt, Moddi o The Tallest Man On Earth, ma possiedono una malinconica serenità, figlia un po' dei Kings Of Convenience, che personalmente mi richiama molto alla mente gli Smog meno ombrosi, l'essenzialità crepuscolare ed ipnotica di Mark Kozelek e soprattutto i luminosi quadretti invernali dell'inglese (ma svedese d'adozione) Ant. Tutto, dal primo all'ultimo minuto, è gentile, suggestivo, spontaneo, rarefatto e in punta di plettro, di onesta ed ispiratissima immediatezza, con delle punte di vera e profonda emozione (penso ad esempio a How to lead you home e alla conclusiva As the choir descends).
Se vi piace il genere, è veramente un album che non vi potete lasciare scappare.

Ascoltate (e se volete acquistate) qui.

1 commenti:

alice tragedy ha detto...

hei andrea, grazie mille per aver scritto dell'album di Uno, ci fa molto piacere che qualcuno lo ascolti pure in Italia! :-)