08 febbraio 2011

Magnus Moriarty - Kodachromerockopera


Non so se sia vero ciò che viene raccontato su Magnus Nielsen sul sito della sua label, la Metronomicon Audio - ovvero che il Nostro per sei mesi all'anno lavora in un cimitero di Oslo e negli altri sei registra le sue canzoni - ma se anche così non fosse, il fascino bizzarro (ma per nulla decadente) della sua creatura artistica, Magnus Moriarty, emergerebbe ugualmente dai suoi dischi. Kodachromerockopera, ultima fatica del violinista ed eclettico singer/songwriter Magnus e del suo sodale Ergo, fin dal titolo ci introduce in un mondo esteticamente e raffinatamente retrò, cronologicamente collocabile tra la fine dei Sessanta e la metà dei Settanta, lungo un filo sottile, scintillante e fragile che collega la prima psichedelia inglese al manierismo del prog. Tenendosi saggiamente lontano da quest'ultimo , Magnus Moriarty si muove con divertita abilità lungo le strade variopinte e spiraliformi, tra pop, rock e folk, tracciate un tempo da Syd Barrett, dall'Incredible Strng Band, dai Pentangle, dai Soft Machine, mescolando con spirito di essenzialità violino e sinth in una serie di quadretti più o meno stralunati e sempre piacevolmente ironici. Quando Magnus comincia a cantare nel fascinoso pezzo che apre l'album, la delicata e obliqua A great waste of time, l'impressione di trovarsi davanti ad una nuova produzione dei mai abbastanza lodati gallesi Gorky's Zygotic Mynci (alfieri a inizio '90 di un eccentrico e pastorale revival folk-psichedelico con ascendenti gaelici) è sorprendentemente forte; impressione che si riverbera in molti pezzi successivi (No surf #1, No surf #2), sia nella voce particolare di Magnus che nella frizzante struttura melodica delle canzoni, animate da cambi di ritmo, apporti strumentali complessi e inattesi (sentite come lavorano fiati, archi e organo nella mossa Citadel etc.), veloci ritornelli à la Belle & Sebastian (F# D Minor and so on), profumi folk medievali (She lingers in the grandest of fields, I've been purcelled!), corali e acidi divertissements (Knightscryrockettears), impressionistici rallentamenti (With regards to her royal lateness) e vigorose scampanellanti accelerazioni (Darjeeling firts flush, Ticho?). Il tutto in nome di una leggerezza di tocco che poco ha a che fare con il vistuosismo psichedelico dei connazionali Motorpsycho e che invece si può trovare in altri gruppi norvegesi di sicuro talento come Je Suis Animal o Professor Pez.
Album senz'altro da ascoltare, e se vi piace cercate gli album precedenti.

Magnus Moriarty™ - KnightsCryRocketTears from Sissyfus on Vimeo.

3 commenti:

Edvard ha detto...

Grande Moriarty!! Que Bello Magnus!!

Magne ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Magne ha detto...

Bravissimo! Grande Moriarty (tm)!