Faccio un po' di fatica a capire quale sia la strategia adottata da Ida Maria (o dalla sua etichetta) nel programmare le proprie uscite discografiche. Fortress Round My Heart, l'album che ha lanciato questa ventiquattrenne norvegese, cantautrice dall'animo rock dotata di una impressionante energia vocale (e non solo), è uscito un paio d'anni fa, è circolato in Inghilterra e negli States ed è ancora in promozione con un singolo, appena edito, in cui la Nostra duetta con Iggy Pop in una "nuova" versione di Oh my God.
Tuttavia nel frattempo è comparso - ma solo sul mercato scandinavo - il secondo disco di Ida Maria, intitolato Katla (nome di un pericolosissimo vulcano islandese, attualmente inattivo ma pare non a lungo...) e registrato a Santa Monica con Butch Walker (uno che ha lavorato con Pink, Avril Lavigne e altre facce da Mtv). Katla è un album di soli otto pezzi (più una ghost track dal sapore blues) che nel complesso scompare all'ombra del suo precedente, tanto che a tratti viene il sospetto che si tratti in realtà di una raccolta di inediti scartati dal disco d'esordio, pompati con veemenza hard-rock da un produttore invadente, qua e là interessanti (la rudezza alla Helter Skelter di Bad Karma e 10.000 lovers), molto più spesso inutili o irritanti (gli assurdi fiati chicani di I eat boys like you for breakfast o i dieci debordanti e insopportabili minuti di Devil). In tanto anonimato fanno eccezione due pezzi (e guarda caso gli unici a firma della sola Ida Maria): l'iniziale delicato valzer acustico Quite nice people e soprattutto la memorabile My shoes, ballata dal cuore in mano (un po' Perfect day di Lou Reed) dove la voce jopliniana e accorata di Ida Maria sembra volutamente uscire da lunghe notti insonni e contrasta mirabilmente con un raffinato arrangiamento di leggiadra e catartica efficacia. Episodio che da solo vale il prezzo dell'album - probabilmente la cosa migliore scritta sinora dalla norvegese - e che dimostra le capacità fuori dall'ordinario di Ida Maria, fino a questo momento purtroppo non ancora capace di trovare una sua misura discografica definita ed equilibrata.

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