You Already Have A Home, secondo album dei TLC,è in effetti una collezione di canzoni di marca cantautorale di pregevole fattura e grande fascino. Mayer procede quasi sempre da un approccio intimista e malinconico, caldo ed essenziale nell'espressione (affidata alla sua voce calda e alla chitarra acustica arpeggiata con gentilezza), ma a a partire da qui lavora sugli arrangiamenti con eleganza, precisione e senso delle proporzioni (non a caso c'è John Roger Olsson dei The Grand Opening alla regia), aggiungendo di volta in volta un morbido violoncello ad avvolgere (No more salt in your wounds), piano, fiati e batteria jazzata a rendere tutto leggero come una nuvola (la deliziosa Fribourg), degli archi di profumo drakeiano (Twenty-four) o puramente romantico (Don't leave me here), una graziosa voce femminile (The start of something new).
Il risultato - sempre di buon livello - è un album di catutorato dal marcato retrogusto inglese, nel quale aleggiano modelli stilistici che vanno da Mc Cartney a Badly Drawn Boy, da Nick Drake a Damien Rice, passando per il quieto tepore dei Kings Of Convenience (sentite ad esempio la magnifica Time will come), costruito su un'amabile commistione di timidezza e passione per le sfumature. Un disco da approfondire ascolto dopo ascolto, soffice e confortevole ma al contempo profondo e ispirato, perfetto per la stagione invernale.



