
Non abbiamo finito di parlare dell'entusiasmante esordio dei danesi Northern Portrait, che subito la Matinée Recordings pubblica l'album dei loro "cugini" svedesi The Electric Pop Group, già positivamente segnalati sul nostro blog in ocasione dell'uscita (un paio d'anni fa) del loro primo ep per l'etichetta californiana. Se per i NP si trattava del primo vero album, per TEPG Seconds è in realtà la seconda prova, che fa seguito ad un interessantissimo disco autoprodotto datato 2006, lo stesso che i talent scout della Matinée devono avere ascoltato per bene prima di accogliere il terzetto di Goteborg tra le sue nutrite file di indie-poppers, proprio in contemporanea con i Northern Portrait.
E in effetti, ascoltando Criminal Art Lovers e Seconds uno dopo l'altro, non si può che rimanere colpiti dalla somiglianza fra le due band, che sembrano davvero pescare nello stesso humus musicale tra '80 e primi '90, rappresentando un po' le due facce della stessa medaglia: stilisticamente più raffinati e "romatici" i danesi, maggiormente essenziali e spontanei gli svedesi. La band dei fratelli Aamot non nasconde il suo amore per il twee-pop di marca Sarah Records (Brighter, Field Mice, Aberdeen, East River Pipe), passando attraverso il suono delicatamente jangly eternato dai gruppi della stessa Matinée (Lucksmiths, Math & Phisics Club, etc) e arrivando ad una serie di canzoni colorate di amabile malinconia, dove l'intreccio delle chitarre si posa gentilmente su un discreto tappeto di sinth e abbraccia con equilibrio il cantato timido e sornione di Erik Aamot. Difficile citare un pezzo piuttosto che un altro, tanto Seconds appare compatto e parimenti piacevole in ogni suo episodio, così come è difficile rimanere inerti all'autunnale immediatezza melodica di Not by another o il placido carillon di My only inspiration, piccole gemme atemporali di twee-pop liquido, dilatato e gentile.

