17 novembre 2010

Nina Kinert - Red Leader Dream


E’ senz’altro bizzarra la scelta fatta da Nina Kinert per la copertina del suo nuovo album Red Leader Dream: velluti preziosi, rocce incandescenti, mondi intergalattici, la Nostra incorniciata da una sorta di gigantesca orchidea, il tutto dominato dal titolo del disco in improbabili caratteri fantascientifico-orientaleggianti. Spiegazione: la ventisettenne svedese è una fan della fantascienza e il suo nuovo lavoro (il quarto della sua carriera, se conto bene) è ispirato alla saga di Guerre Stellari.
Ciò che conta in un disco però non tanto è l’involucro esterno, quanto il contenuto, e a questo proposito la musicista di Stoccolma sembra avere le idee molto chiare, continuando a sviluppare anche in questo episodio uno stile personale aperto ad equilibrate sperimentazioni elettroniche, elaboratissimo nella produzione e incentrato sulla sua voce potente e versatile.
L’arpa ed i cori esotici di Moonwalker ci conducono subito in un’atmosfera sospesa, ipnotica ed affascinante – lo stesso mondo di foreste impenetrabili e notturne che ci hanno fatto conoscere i The Tiny di Ellekari Larsson (l'amore della Kinert per il fantasy è evidente) – ma immediatamente dopo il battito campionato e geometrico del primo singolo Play the world ci riporta nella contemporaneità futuribile di Likke Li o Peter Bjorn & John. L’album procede poi mettendo insieme a più riprese queste due linee, dall’ampia e ossessiva Down on heaven alle sfumature bjorkiane di Tiger you, dal morbido carillon di Wings alla ballabile leggiadria tecnologica di 4-Ever, dall’estatica eleganza della murder ballad Original sin (le ultime cose di Susanne Sundfoer hanno lo stesso gusto dolceamaro) all’obliqua catarsi dell’aerea 25, passando per quel piccolo ibrido gioiello pop che è Push it, con le sue mirabili stratificazioni di cori etnici e sample elettronici tenuti insieme dalle evoluzioni vocali di Nina. 
Red Leader Dream è un album di classe, testimone delle grandi capacità di una delle cantautrici più atipiche e coraggiose del panorama scandinavo.

3 commenti:

Andrea ha detto...

Gran bella recensione.
Ho comprato l'album qualche giorno fa e ne sono rimasto affascinato. Ma la tua analisi è sicuramente più accurata e il prossimo ascolto di quest'opera sarà sicuramente diverso e più attento grazie alle tue parole.

Andrea.

cornalis ha detto...

Sempre troppo gentile Andrea!
Ad ogni modo, a mio parere, è il miglior disco della Kinert.

Andrea Anglani ha detto...

Non è niente male. E' bello che tu abbia citato anche Lykke Li. Domani esce il suo nuovo album, non vedo l'ora di acquistarlo.