24 settembre 2010

Säkert! - Facit


Facit in svedese significa "risposta". E di risposte Annika Norlin ne ha dovute dare a centinaia, davanti alle domande di schiere di giornalisti (scandinavi più che altro) incusiositi e/o ammirati davanti alla crescita artistica di una cantautrice non più giovanissima (33 anni oggi) che, arrivata sulla scena indie con un pugno di ep e di album registrati sotto i moniker Hello Saferide e Säkert!, si è velocemente (e non volutamente) conquistata il ruolo di "più grande musicista indie svedese degli ultimi x anni", o qualcosa del genere. Risposte come quelle offerte al magazione Filter l'estate scorsa, che più o meno sembravano dire: sono stanca del mondo della musica pop, sono stanca di stare su un piedistallo davanti a voi, sono stanca di dare risposte come se dovessi rappresentare l'Artista Donna Svedese per antonomasia. E siccome le risposte talvolta non sono abbastanza chiare e si prestano ad interpretazione, le solerti agenzie virtuali del mondo alternative hanno subito battuto la notizia: Annika Norlin lascia la musica.
Niente di tutto ciò, ovviamente, e la "risposta" migliore sta proprio nel disco uscito per la Razzia Records la settimana scorsa. Molti ritengono Säkert! come un progetto minore rispetto all'anglofono Hello Saferide, ma sarebbe un errore rinunciare a dodici nuove canzoni di Annika solo a causa delle liriche in svedese. Rispetto all'esordio del 2007 la squadra che circonda la Norlin non è cambiata, ma si è piuttosto arricchita di amici e collaboratori, sempre coordinati dal produttore Henrik Oja, regista equilibrato e attento e cotitolare del progetto. E non è cambiata la proposta musicale di Annika, che sembra ancora una volta dotata di un talento enorme e naturale nel distillare canzoni pop di evidente appeal radiofonico e sicuro fascino indie, alternando felicemente momenti più veloci, orecchiabili ed energici (il primo singolo Frederik, che apre il disco, e la coinvolgente Dansa fastan) ad altri maggiormente pensosi, eterei e sottilmente malinconici
(Far jag per esempio, o l'emozionante e solenne Riot) oppure oscuramente suggestivi (Honung), incentrati sempre sull'arguta facondia dei testi (che qui, purtroppo, cogliamo solo in parte, aiutati dal famigerato traduttore di google). Insomma, non il lato B dell'ultimo Hello Saferide, bensì la prosecuzione intelligente e meditata dello stesso lavoro di fine artigianato pop, che qui si incarna in dodici pezzi di pari leggiadria, forse meno inclini all'eclettismo rispetto alla studiata e sorprendente complessità di More Modern Short Stories From Hello Saferide, ma senz'altro più immediati, diretti ed essenziali. Come se, al di là delle dichiarazioni alla stampa, Annika dimostrasse un'urgenza di comunicazione non meno forte degli esordi, collegata però oggi ad un profondo e pervasivo lavoro di introspezione (tra parentesi, la Norlin si è iscritta alla facoltà di psicologia dell'università di Umea, e intende dedicarsi più allo studio che alle scene nei prossimi anni), testimoniato sia dalle liriche che dalle musiche.
Insomma, Facit non è forse un capolavoro, ma fotografa un'artista matura in un momento di evoluzione e cambiamento, senza far mancare ciò per cui tutti noi amiamo Annika Norlin, ovvero le sue canzoni: così "classiche" nella forma e personali nel contenuto, retrò e modernissime, semplici e colte al tempo stesso, così riconoscibili nello stile (basta paragoni al femminile, please...) e in definitiva imprescindibili per ogni appassionato di pop nordico. In ogni caso, piacciano o meno, una pietra di paragone per chiunque si muova nella scena indie scandinava in questi anni.

2 commenti:

PeachPlumPear ha detto...

Ottime selezioni! Bel blog! Passerò spesso da queste parti..;-)

cornalis ha detto...

Grazie!