02 settembre 2010

Sad Day For Puppets - Pale Silver & Shiny Gold


A due anni di distanza dallo sfavillante debutto Unknown Colors, tornano alla grande gli svedesi Sad Day For Puppets, la band power-pop preferita dal nostro blog. Le note stampa di Pale Silver & Shiny Gold parlano di un album più oscuro e pesante del precedente, come testimonierebbero la copertina inquietante e il corvo che accompagna da oggi il logo del gruppo. In realtà - se si passa sopra le liriche tanto essenziali quanto tristi - la proposta di Anna Eklund e compagni non abbandona affatto la linea di pop energico e fortemente melodico che cio aveva tanto entusiasmato, piuttosto la rende più fragorosa e meno eterea e sognante degli esordi, eliminando un po' di miele shoegaze e aggiungendo qualche femminile spezia brit-pop che (ha visto bene il recensore del NME) può ricordare molto (qualcuno se li ricorda? io li adoravo!) i primi Catatonia oppure (questi non ve li ricordate!) gli eccentrici Drugstore.
Sui dieci pezzi che compongono l'album, il copione odierno prevede solo tre rallentamenti (l'affascinante acustica Beads e l'onirica dolcezza di First time e della successiva Tingle in my hand) in mezzo ad una serie di episodi dominati dall'elettricità distorta delle chitarre di Martin Källholm e Marcus Sandgren, dalla voce adolescenziale di Anna e da linee melodiche cantilenanti di limpida facilità che vi troverete subito stampate nella memoria: dall'iniziale antemica Sorrow sorrow alle lame taglienti e luccicanti di Such a waste, dalla oasisiana (eh sì) Monster & the Beast alla scabra immediatezza di Touch e Fuzzy feather, che (siamo di umore brit, l'avrete capito...) a me ricordano piuttosto da vicino pure gli Ash. Tutto molto piacevole e convincente, dal primo all'ultimo dei 37 minuti di un disco che pare uscito dritto dritto dal 1995 o 96, e che - proprio per questo - non può che farci venire un po' di sana nostalgia...

1 commenti:

Ricky ha detto...

E il 17 settembre sono a Modena!
Imperdibili direi!!
Ciao. Ricky