30 settembre 2010

Britta Persson - Current Affair Medium Rare


Non paghi di avere sotto contratto due fuoriclasse come Annika Norlin (Sakert! / Hello Saferide) e Maia Hirasawa, quelli della Razzia Records hanno pensato bene che non c'è due senza tre, e così hanno accolto nel loro roster anche Britta Persson, cantautrice di grandissimo talento non ancora abbastanza riconosciuto.
Current Affair Medium Rare
, terzo album della ragazza di Uppsala, giunge al momento giusto per ribadirne la bravura davanti a chi già la apprezzava e per convincere definitivamente chi (come me) era un po' scettico di fronte alla linea artistica abbracciata dalla Persson nei due dischi seguiti ai primi gloriosi ep. Ciò che non mi convinceva del tutto era, in particolare, una ricercata tendenza a complicare le canzoni, rendendole oscure e oblique. Tendenza che la Britta Persson del 2010 sembra aver messo da parte in nome di un approccio più pop, essenziale e diretto alla scrittura, senza comunque tralasciare la raffinatezza formale costruita negli ultimi anni di carriera.
Insomma, si tratta in parte di un ritorno all'energia folk-rock degli esordi, ma con l'attitudine meditata e intelligente di chi fa musica già da parecchi anni ed ha calcato un gran numero di palchi in giro per il mondo. Il risultato sono dieci canzoni di notevole fattura, che non hanno davvero nulla da meno dei prodotti di star internazionali del firmamento indie (e non solo) femminile di oggi, a metà tra il fascino notturno e postmoderno di Bat For Lashes e la studiata sfacciataggine da classifica di Lili Allen.
Fin da Annoyed to death, pezzo che apre l'album, la ricetta di Britta appare chiara e davvero interessante: mescolare umori (e suoni) da cantautorato indie - dalle parti di PJ Harvey, diciamo - ad un gusto melodico leggero e accattivante, dando vita ad una serie di pezzi di sicuro fascino e notevole freschezza, energici, elettrici e al contempo introspettivi: pop nella forma e rock nel contenuto, ribaltando così con abilità e naturalezza un'equazione inveterata. Canzoni come Meet a bear (melodia da girl group anni '60 nellla strofa, rock incazzoso nel ritornello), Some girls some boys (un po' JJ, meglio dei JJ), For the steadiness, If you don't love him, per citarne giusto quattro, sono piccole macchine dai meccanismi perfettamente oliati, capaci di efficaci accelerazioni e rallentamenti nell'arco dei canonici tre-quattro minuti di durata. Mentre l'antemica e originale Toast to M è, semplicemente, uno dei brani più forti usciti dalla Scandinavia quest'anno, meritevole di una airplay massiccia.
Da non perdere.



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