
Se provate a fare una piccola ricerca nella rete a proposito di N°2, album di debutto degli svedesi JJ (il N°1 era un singolo), sarete investiti da un diluvio di critice strapositive, entusiastiche e celebrative (anche la nostra, e li abbiamo messi tra i migliori del 2009). N°3 esce in questi giorni per la Secretly Canadian (distribuzione worldwide!), e giustamente ha già la palma del disco più atteso dalla critica, visto che il pubblico - tranne i soliti appassionati e i malati di pitchfork - in realtà non ha ancora scoperto il duo di Goteborg.
All'epoca del N°2 non eravamo ancora in grado di dare un volto alla misteriosa sigla JJ. Oggi però i Nostri si sono svelati e sono pure in procinto di partire per un cospicuo tour nei club americani. Joakim Benon ed Elin Kastlander, i titolari del progetto JJ, hanno probabilmente sentito sulle spalle la responsbilità di dare un seguito all'eclettico gioiello di elettro-pop e world music artigianale che, in sordina, è uscito dalla Svezia ed è finito rapidamente sulle homepage di molti magazine online dell'universo indie. La scelta compiuta dai due può essere criticabile, ma in fondo è la più sensata: lasciare intatto lo stile a dir poco unico del loro esordio (merletti di sinth, loop sapienti usati cum grano salis, delicati profumi di spezie e di caraibi), senza ricorrere ad una produzione più complessa e puntando a dipingere un paesaggio melodico meno solare del N°2, anzi più intimo e se possibile raffinato, tra suggestioni quasi new-age (ho detto quasi, eh, però Golden Virginia fa molto Enya...), sfumata e notturna essenzialità (Light, No escapin' this), ironia citazionista (la ripresa voce/pianoforte della hit dance All around the world degli insopportabili ATC nell'inizale e pensosa My life è un colpo di genio; l'ossessione per Ibrahimovic di Into the light e di Voi parlate io gioco la capisco meno, forse perchè non sono nè svedese nè interista). Pezzi di morbida e sognante bellezza come And now e Let go sono dopotutto quelle aeree costruzioni che ci aspettavamo dai JJ, con la voce tenue di Elin che vola come una piuma leggera in un cielo di nuvole lontane, portata da una brezza di percussioni etniche e melodie avvolgenti. E il resto, You know su tutte, per quanto si muova sul filo di una estrosità melodica quasi ruffiana (è l'eurodance il modello, per quanto filtratissimo), rimane sempre entro i confini ben segnati di una piacevolezza pop garbata e sorridente.
Insomma, non mi sembra sbagliato definire N°3 il lato in ombra del disco precedente, non tanto per qualità, che è comunque alta, ma per ispirazione e tono generale: se piacerà più o meno del 2, lo deciderà in fondo il gusto di ognuno.
1 commenti:
really nice video......
add some more videos like that....
thanks for sharing us....
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