
Gli svedesi Mixtapes & Cellmates non sono certo un nome nuovo nella scena indie-rock nordica. A dispetto di un'età media che si aggira sui 21/22 anni, i Nostri hanno già all'attivo due album e un paio di ep (raccolti di recente in un unico disco). Rox, uscito un mese fa circa per la Nomethod, è quindi il terzo lavoro sulla lunga durata per i M&C, e si pone in maniera immediata come il lavoro più apertamente pop e accessibile del gruppo (e per questo, forse, sarà accolto meno bene dalla critica; ma non da noi ovviamente...!).
Lasciato da parte il corredo elettronico dell'album precedente, Robert Svensson, Matilda Berggren e compagni si sono concentrati sulla carica melodica ed energetica dei loro pezzi, confezionando dieci canzoni che conservano le chitarre acide e taglienti tipiche del suono carico della band, ma al contempo mai come ora mirano al cuore di un pubblico che potrebbe essere più vasto della platea indie. Il brillante terzetto iniziale (Never, Soft eyes e Soon) testimonia subito questo rinnovato atteggiamento con altrettanti episodi di power-pop intelligente e muscolare, cantabile ed evocativo, che fanno pensare ad una versione più "raffinata" (ma non meno coinvolgente) di band connazionali come Lacrosse, Shout Out Loud, Sad Day For Puppets o - per citare i maestri - Broder Daniel.
Il resto del disco procede su questa falsariga, alternando momenti più ruvidi ad altri (vedi la morbida Sunday) che non disdegnano l'uso massiccio dei sintetizzatori e sembrano quasi un omaggio al pop-rock patinato dei Kent, passando poi attraverso ampie e inquiete dilatazioni paesaggistiche (All the lights).
Al di là dei soliti (corretti) paragoni con i primi Radio Dept. e dei consistenti prestiti shoegazer, i M&C si presentano oggi come una delle più solide certezze dell'indie scandinavo, e stanno senz'altro tracciando una strada personale molto interessante, particolarmente invitante in un momento in cui band come The Pains Of Being Pure At Heart stanno conquistando una ribalta mondiale con i loro intrecci di miele e feedback.

