
Il titolo del secondo album dei norvegesi Hiawata! suona come una ironica dichiarazione di poetica musicale: These Boys And This Band Is All I Know, come dire che è inutile stare a cercare tante somiglianze, visto che il gruppo basta a sè stesso. Forse sarà anche vero, e di passi in avanti rispetto al buon esordio di un paio d'anni fa (dal titolo ugualmente strambo e torrenziale They could have been bigger than Hiawata!) i cinque ragazzi di Oslo ne hanno fatti di certo, lavorando per definire il loro stile e per ripulire la ruvidezza lo-fi degli inizi.
Impossibile affermare però che l'indie-pop degli Hiawata! somiglia solo a sè stesso, considerata la naturalezza con la quale si inserisce in quel filone di pop-rock alternativo che va (oggi) dai Band of Horses ai The Shins e (ieri) dai Folk Implosion ai Teenage Fanclub.
Insomma, stiamo parlando di guitar pop dalla forte gradazione melodica, energetico e refrigerante come un ghiacciolo alla menta in una giornata di solleone, amabilmente disimpegnato e rigoroso nel richiamare i "maestri" (americani e scozzesi) del genere; lo stesso in fondo di tante band scandinave come i precursori Broder Daniel e Popsicle, e poi Shout Out Louds, Cats On Fire, I Was A King, Lacrosse, Niccokick, etc..
Gli Hiawata! non sono certo dei geni o degli innovatori, ma possono vantare una capacità melodica fuori dalla media (il singolo Valley boys è un potenziale successo da chart alternativa ed è giusto lì in attesa che qualche college radio statunitense ne faccia uno degli anthem dell'estate, e lo stesso discorso potremmo fare per Chocolate for breakfast e That's the spirit, per Lightning of the sun e Animal) ed una sincerità di fondo che non racchiuderà straordinari contenuti ma è sempre e comunque leggera e trascinante.
Indispensabile come genere di conforto per l'estate. E non dimenticate di procurarvi il disco d'esordio, l'ep Blacks On Blondes e l'album Valley Boys (download gratuito qui!) in cui una lunga e interessantissima serie di artisti norvegesi suonano cover degli Hiawata! (la versione acustica di Animal fatta da Dylan Mondegreen è un gioiello, così come quella di Fightz offerta da Ingeborg Selnes, per non parlare dei grandissimi My Little Pony che fanno propria la ballata Nora Lee).


