26 dicembre 2009

Asha Ali - Hurricane


A tre anni di distanza dall'omonimo debutto discografico, Asha Ali ha una dolorosa separazione da guarire ed un bambino di tre anni da crescere da sola. Situazione di vita che la ragazza svedese di origine etiope riassume nel titolo del singolo che dà anche il nome al suo secondo album: Hurricane.
Avevamo lasciato Asha ad una passione per Jeff Buckley che determinava in maniera massiccia lo stile di ogni sua composizione, e la ritroviamo oggi sensibilmente cambiata, potremmo dire maturata, capace di colorare le sue canzoni di influssi decisamente vari, dal soul al blues, senza far pensare a particolari modelli e coltivando invece un'attitudine tutta personale.
Ciò che colpisce soprattutto nei nuovi pezzi di Asha Ali è l'energia emotiva sottesa ad ogni singolo istante, energia che si legge nelle belle liriche intrise di sofferente intimismo e obliqua ironia e che dà un'impronta unica ad ogni canzone. Non ci sono facili concessioni all'immediatezza del pop radiofonico nei 12 episodi del disco - anzi, la Ali ha lavorato molto, così come nell'esordio, su strutture e soluzioni non convenzionali - ed al contempo quasi tutti i pezzi possiedono una notevole forza comunicativa, che passa attraverso la leggerezza essenziale degli arrangiamenti, la voce rotonda di Asha e lo slancio catartico di alcuni ritornelli (Hurricane, In a hurry, The time is now, All i want, My drummer, One last dance - le ultime tre molto Marit Bergman nell'estro melodico, e forse sono le cose migliori fra tutte).
Hurricane non è un disco facile, ma ha un fascino ed una raffinatezza indiscutibili, che consacrano Asha Ali tra le migliori singer/songwriter della scena scandinava.

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