03 giugno 2009

Liechtenstein - Survival Strategies In A Modern World


Nel 1986 la redazione del New Musical Express mise insieme una compilation di gruppi britannici cosiddetti "indipendenti" e allegò la cassettina (siglata C86) al settimanale. La critica musicale normalmente attribuisce a quell'evento la funzione di "atto di nascita dell'indie-pop", il che forse non è del tutto vero, ma di certo corrisponde ad un momento storico (il conservatorismo della Thatcher al potere e gli "alternativi" Smiths e Jesus & Mary Chain sorprendentemente nelle classifiche di vendita) in cui il pubblico del pop ha preso coscienza del fatto che esisteva anche una "dark side" indipendente rispetto ai lustrini delle major, e che in fondo non era per nulla dark, anzi... Molto si è scritto del C86 (movimento? stile? canone? seme gettato nel futuro dell'indie?), e non starò ad annoiarvi oltre, tuttavia confesso che è sempre una sorpresa scoprire che ci sono tanti ventenni in giro che sembrano sapere tutto della questione, sono andati a ripescare dischi di band scomparse da (almeno) quindici anni e, imbracciata la chitarra elettrica, suonano esattamente come se fosse ancora il 1986 o giù di lì.
Le Liechtenstein, terzetto di fanciulle di Goteborg, corrispondono in pieno all'identikit, e adesso che pubblicano il loro primo album dal titolo (bello e autoironico) Survival Strategies In A Modern World, si candidano come una delle band più interessanti in un momento in cui sembrano fiorire, di qua e di là dall'oceano, decine di gruppi che si ispirano dichiaratamente alle istanze del C86, alla sua essenzialità stilistica, alla sua gentile rudezza, al suo spontaneismo artigianale. Naemi, Renèe ed Elin suonano come i Talulah Gosh di Amelia Fletcher, come i The Siddeleys - ritmi uptempo, cori e melodie sbarazzine - ma hanno personalità e gusto retrospettivo sufficienti per dare varietà di umori e luminosità alle loro canzoni, mescolando dolcezza e ruvidezza per nove episodi parimenti interessanti (durata media 2 minuti e 30, giusto per intenderci). Su tutti l'adorabile freschezza di Postcard (a me ricorda i Free Loan Investments, tanto per rimanere in Svezia) e la grazia acustica alla The Softies di The end.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Loro sono fantastici :)
Ti faccio i miei complimenti per ikl tuo blog. Davvero entusiasmante.
Fabio