
Lowood è il nome dietro il quale si celano due ragazze di Stoccolma, Therese Johansson e Kicki Halmos. Close To Violence è il loro primo album ed esce per la NONS.
Sulla copertina campeggia una foto in bianco e nero di Therese, a precisare che in realtà il motore del progetto Lowood è lei, e al definire al contempo già da subito l'umore sottilmente ombroso delle sue canzoni.
Crash, il pezzo che apre il disco, con la sua chitarra tagliente alla PJ Harvey e il suo ritornello aereo adornato dai morbidi sintetizzatori di Kicki, è davvero un ottimo biglietto da visita per le Lowood. L'album prosegue in effetti lungo questa strada, disegnando - rigorosamente a carboncino, senza usare colori, ma lavorando sulle mille sfumature del grigio - un pop emozionale e di grande urgenza espressiva, essenziale e quasi rude nella concezione (il paragone con i Low non è affatto sbagliato), ma sempre ingentilito dall'uso equilibratissimo delle voci e degli onnipresenti sinth.
Ascoltando Close To Violence a qualcuno potranno venire in mente altre artiste scandinave come Frida Hyvonen, Sophie Zelmani, Britta Persson, oppure lo stile delicatamente ombroso si singers/songwriters come Andreas Mattsson, Christian Kjellvander e Kristofer Astrom (che qui duetta con Therese nella intensa It's a mess), ma in verità la personalità delle canzoni delle Lowood è piacevolmente singolare, semplicissima nella confezione e di notevole effetto nel risultato finale.
Non ci sono punti deboli nei dieci episodi di questo album notturno e autunnale (ecco, l'unico difetto è questo: esce nella stagione sbagliata!): convivono in modo sapiente ed ispirato malinconiche e sognanti dilatazioni e melodie più nervose e dirette, a formare una raccolta di grande compattezza stilistica.
Da non sottovalutare.
Crash (live)
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