16 marzo 2009

Jonna Lee - This Is Jonna Lee


Al primo impatto il nuovo album della svedese Jonna Lee sembra davvero opera di un'artista diversa da quella che nel 2007 diede alle stampe 10 Pieces 10 Bruises. Prendiamo Aberdeen on new years eve, il pezzo che apre il disco: arpeggio delicato, umore notturno, ritmica che ad un tratto si fa dissonante e si porta dietro la canzone lungo una strada obliqua e di fascino inusuale. Che differenza rispetto alle orchestrazioni rifinite, quasi algide e volutamente easy listening che inauguravano l'album d'esordio...
E non c'è dubbio che This is Jonna Lee (titolo impegnativo per un secondo album, no?) sia una raccolta di canzoni più mature e varie di quelle che abbiamo ascoltato - volentieri ma un po' distrattamente - due anni fa. Nonostante i toni variopinti della copertina il songwriting della ventottenne Jonna continua a preferire atmosfere intimiste e crepuscolari; la novità sta semmai in un lavoro di sottrazione messo a punto con il premiato produttore Claes Bjorklund, che lascia al passato orchestrazioni elettronico-orchestrali eccessive per insistere invece sulla personalità di ogni pezzo, alternando una misurata ed energica ruvidezza al morbido romanticismo folk rock che sembra la cifra stilistica che alla Lee viene più naturale.
Il risultato forse è discontinuo (e 13 canzoni sono troppe!), ma nella maggior parte degli episodi siamo davanti a canzoni ben scritte e strutturate/arrangiate in modo intelligente e per nulla scontato, pur partendo da una materia assolutamente tradizionale, con gli occhi e le orecchie puntate al cantautorato femminile americano, da quello alternativo al mainstream.
Ecco allora che pezzi come il singolo My high o la pregevole The weight and beating of his heart possono davvero rappresentare ottimamente le capacità di Jonna Lee, flirtando con la facilità d'ascolto (vedi Maia Hirasawa o Hello Saferide, compagne di etichetta fra l'altro) senza rinunciare ad un'attitudine meno marcatamente accessibile, la stessa di artiste scandinave come Frida Hyvonen, Britta Persson, Anna Ternheim o Ane Brun. Fattore che rende interessanti le composizioni di Jonna, rischiando però anche di farle restare "a metà del guado", guardate con sospetto dagli estimatori del songwriting più "sperimentale" e ignorate dal più vasto pubblico del pop.
Resta comunque il fatto innegabile che This Is Jonna Lee è una raccolta piacevole ed elegante che, specialmente quando si ancora a sicuri canoni folk pop, dà vita a canzoni di notevole grazia, come le conclusive In the mood for you e Loneliest one.

My high

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