19 gennaio 2009

Melpo Mene - Bring The Lions Out


Per gli antichi greci, Melpomene era la musa del canto e della tragedia. E' interessante chiedersi, allora, perchè il giovane stoccolmese Erik Mattiason abbia scelto proprio il nome Melpo Mene come sigla artistica. La risposta in verità era già inclusa nelle atmosfere diafane e dolenti del suo debutto di qualche anno fa, Holes, raccolta interessante e votata ad un intimismo acustico delicato ma un po' claustrofobico, dalle parti di Bill Callahan (Smog), Iron & Wine o il Damien Jurado più minimale.
Ritroviamo Erik dopo 4 anni con questo Bring The Lions Out, album che conferma il suo approccio timido e "a voce bassa", e al contempo aggiunge prospettive nuove al suo orizzonte musicale. Il singolo che promuove il disco, I adore you, è in verità una piccola gemma che sembra tolta da un demo dei primissimi Belle & Sebastian, con la sua ninna nanna di flauto e violoncello, ed ha avuto una certa (inaspettata?) esposizione negli States per essere finita in un commercial della Volvo - evento che ha fatto sì che Melpo Mene sia più conosciuto di là dall'oceano che nella natia Svezia. Tuttavia le altre canzoni dell'album viaggiano in una direzione leggermente diversa, meno incline al pop da cameretta e volta invece ad una sottile ed intima inquietudine, che non disdegna ritmi da bossanova, scampanellanti dilatazioni oniriche (Kling klack clock, Snakes and lions), pensosi rallentamenti, quadretti di folk notturno (Under the moon) e coloriture jazzistiche (Hit the boy), e solo a tratti emerge dall'ombra per abbracciare una piena luminosità (gli archi di Eager to find it).
Bring The Lions Out è in definitiva un disco non facile, invernale come pochi, di umore a dir poco oscuro, e tuttavia sta proprio qui il suo fascino: nella garbata raffinatezza di Erik Mattiason, nella sua capacità di evitare ogni etichetta di genere, nella essenziale preziosità di ogni arrangiamento.

Melpo Mene - I Adore You

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