04 dicembre 2008

The Charade - Keeping Up Appearances


A più di due anni di distanza da quel piccolo capolavoro intitolato A real life drama, pietra miliare del twee pop più solare ed elegante, torna il nostro trio svedese preferito con le undici canzoni di Keeping Up Appearances, sempre per l'americanza Skipping Stones Records. Dei The Charade sapete già probabilmente tutto (vedi la monografia di un anno fa): Ingela, Mikael e Magnus possono vantare importanti quarti di nobiltà pop, avendo militato in band seminali come Red Sleeping Beauty, Happydeadmen e Shermans, e dal 2004 vivono una seconda splendida giovinezza iniziata con un album dal titolo profetico The best is yet to come. E il meglio doveva ancora venire, infatti, considerando la scintillante bellezza dei due dischi che hanno dato seguto all'esordio.
Keeping up appearances non aggiunge in verità nessun elemento nuovo al suono primaverile e atemporale degli Charade, ma non è di novità che i Nostri vanno spensieratamente a caccia: la band di Stoccolma pesca sempre con mano abile in un immaginario melodico che va dai girl groups degli anni '60 e dalle armonie dei Beach Boys fino alle atmosfere delicate della Sarah Records e dei Belle & Sebastian, fondando con sicurezza il proprio stile sul cantato maschile/femminile, sul jingle jangle delle chitarre, sulla raffinatezza retrospettiva dei suoni e sull'equilibrio tra freschezza e ricercatezza, pur muovendosi in una totale economia di mezzi.
Canzoni leggiadre, incentrate su un ritornello contagioso e cantabile, tutte delicatamente upbeat come Keeping up appearances, The world is going under, I used to live in the 80's, Heroes and villans, Springtime fever, 140bpm misery love song, Stockholm april 2007, portano tutte impresse in modo evidente ed indelebile il marchio di fabbrica The Charade, che per quanto ci riguarda è una vera certificazione di qualità.
Canzoni che vivono della loro artigianale perfezione, calde e luminose come un'estate nordica, semplicissime nella confezione ed al contempo curatissime, ironiche e ingenue in egual misura, sulla linea di quel modo "gentile" di fare indie-pop che in Svezia annovera alfieri di tutto rispetto come Acid House Kings, Club 8, Sambassadeur, Celestial e Pelle Carlberg.
Canzoni di tre minuti (mai di più) che non hanno grandi messaggi da comunicare, ma possiedono la capacità innata e indiscutibile di far spuntare il sole in pieno inverno: una dote che di questi tempi è davvero preziosa, e non soltanto perchè fuori nevica...
Insomma, procuratevi l'album al più presto... e lunga vita agli Charade!

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