
Non più tardi di sei mesi fa usciva un ep di sei pezzi intitolato Just like a ghost, a firma Sad Day For Puppets. Il suono raffinato e suggestivo della band, che fa base in un sobborgo di Stoccolma, aveva incuriosito non poco i nostalgici di Mazzy Star, Opal, Slowdive, Lush e My Bloody Valentine, e in generale gli appassionati di melodie eteree, spazi dilatati e trame di chitarre e riverberi. Insomma, ce n'era abbastanza per suscitare un discreto interesse, pilotato dalle piacevoli sfumature elettriche di canzoni come Hush e Big Waves.
Interesse che da pochi giorni può trovare piena soddisfazione nel primo vero album dei Sad Day For Puppets, Unknown Colors, pubblicato ancora per la piccolissima label HaHa Fonogram.
Non c'è dubbio alcuno che la voce soffice e sensuale di Anna Eklund vi ricorderà le armonie in chiaroscuro di Hope Sandoval o di Rachel Goswell, mentre il wall of sound costruito con abilità da Martin Källholm e Marcus Sandgren affonda senz'altro le sue radici chitarristiche nelle stratificazioni shoegazing e dream pop della scena indie di (quasi) vent'anni fa.
In verità però i Sad Day For Puppets non possiedono l'umore lunare nè la malinconica violenza sottesa alla musica dei gruppi citati, preferendo decisamente strutture più immediate e melodie di facile impatto, che si avvicinano maggiormente agli stilemi del power pop classico piuttosto che ai muri di suono distorti di Kevin Shields o alla tristezza costituzionale dei Mazzy Star.
E già il primo singolo estratto Little light, che apre significativamente il disco, sta a testimoniarlo in modo evidente, lasciando poi la scena ad una serie di canzoni energetiche che a tratti potrebbero ricordare gli Ash, i Sundays o i primi Teenage Fanclub, senza trascurare atmosfere più sognanti e rarefatte (Lay your burden on me, When the morning comes, Whitering petals and dust), dove la voce morbida di Anna volteggia come una piuma, sollevata da una brezza di chitarre scampanellanti e cembali. Un salto notevole in avanti riapetto alle buone vibrazioni già presenti nel dischetto d'esordio, che corregge leggermente la rotta della band verso una sensibilità pienamente indie-pop, la stessa che possiedono gruppi connazionali come Concretes, Moonbabies, tupelo Honeys, Celestial o Sambassadeur (basta ascoltare un pezzo trascinante e solare come Last night per rendersene conto).
Una sorpresa inaspettata, da non mancare!
Tutto l'album è in ascolto su last fm. E anche l'ep...
1 commenti:
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