
Ascoltando Via Emilia, pezzo che introduce l'album omonimo di Parker Lewis, sfido chiunque a non pensare immediatamente, con positiva meraviglia, "ehi, ma questo è il nuovo di Jens Lekman!". Tutto quanto in effetti converge in quella direzione: il romantico e insistente loop orchestrale, la melodia sorniona, gli inserti di glockenspiel e arpa giusto a metà fra sogno e ironia.
E non c'è dubbio che il fuoriclasse svedese sia uno dei modelli di Parker Lewis - che pure è svedese, anche se non è dato sapere gran chè sulla sua reale identità - anche se dal guitar pop pennellato di sintetizzatori della successiva 75 days già si capisce che la personalità del Nostro è forte abbastanza per muoversi in totale autonomia artistica, attraversando con apprezzabile leggerezza strade che in Scandinavia sono battute da gente come Three Is A Crowd, Montt Mardiè, I'm From Barcelona, Peter Bjorn & John, Erlend Oye. Amanti del campionamento intelligente, come ben sappiamo, abili ricercatori del sample migliore sul quale costruire castelli melodici a cavallo tra pop, soul, folk ed elettronica.
Ecco, Parker Lewis dimostra, con le otto canzoni del suo debutto omonimo - che fa seguito ad alcuni EP di sicuro interesse - di sapere il fatto suo nella difficile ed affascinante arte del "taglia e cuci", imbastendo una serie di merletti pop dai colori caldi e dalle forme sempre accattivanti, che uniscono groove raffinato e malinconia autunnale, sentimento e perizia tecnica. Tanto che c'è forse da rimanere delusi della durata ridotta (mezz'ora scarsa) del disco, se la stoffa è di qualità così alta e il risultato così piacevole.
Ultima informazione, e senza dubbio la più importante: Parker Lewis incide per una etichetta digitale gestita da lui stesso, la Madforit, e tutto quello che produce è messo gratuitamente a disposizione di chi lo vuole scaricare. Procuratevi la vistra copia di Parker Lewis qui, e se l'album vi è piaciuto qui troverete tutto il resto...
1 commenti:
grandissimo album! Grazie mille!
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