
Ho letto da qualche parte che i My Little Pony suonano insieme da poco più di un anno. Notizia quanto meno sorprendente, considerando l'eleganza e la maturità delle canzoni contenute nel loro disco d'esordio Think too much, da poco uscito per la piccola label di Oslo Spoon Train Audio.
Non c'è dubbio che il giovanissimo quintetto norvegese sappia il fatto suo, declinando con abilità la propria eclettica idea di pop. Lasciamo che siano loro stessi a raccontarcela: "come John Lennon e Paul McCartney che si accapaigliano, ma per fortuna Morrissey interviene e li mette calmi. E così li porta insieme a lui nel country bar del buon vecchio Neil Young dove hanno una bella conversazione da uomo a uomo sui loro problemi e piangono pure un po'. E subito dopo tutti e quattro raggiungono Brian Wilson con il quale assumono un po' di LSD (per pure ragioni terapeutiche ovviamente)...".
Bella definizione, che però riesce solo in parte a dare un'idea dell'indie-pop vario e intelligente della band di Oslo. In effetti i My Little Pony amano rivestire ogni pezzo di un'anima propria, senza però dare l'impressione di non possedere una personalità definita, anzi. Insomma, dai colori allegri del singolo Skipping down the street, che potrebbe appartenere a un qualsiasi gruppo della Labrador (i Club 8, o gli Edson di Pelle Carlberg), si passa senza soluzione di continuità agli originali inserti strumentali quasi jazz di A song for you, prima di affondare morbide radici nel folk malinconico di Comic relief, che fa pensare - insieme alla canzone che porecedeva - alla grazia miracolosa degli Eels di Dasies of the galaxy. E così via, lungo una traccia acustica che di volta in volta si arricchisce di allusioni e/o suggestioni diverse e mischiate (blues e soul, archi e sassofono, Bob Dylan e i Belle & Sebastian, gioia e languore...) seguendo un songwriting di stampo cantautorale di inusuale raffinatezza, capace di trasformare tonalità minori in ritornelli appiccicosi e quasi sempre inattesi (Do you really love me or am i just in your network? ad esempio, ma potremmo citare volentieri il resto della scaletta, fino all'irresistibile conclusivo McGyver Blues, degno dei migliori Decemberists), vero grande talento di questi bravissimi e misconosciuti norvegesi. Think too much è un disco bello e solo apparentemente "facile": davvero un piccolo scrigno pieno di oggetti di notevole ed estroso artigianato musicale.
Come sempre, l'ultimo scorcio dell'anno è foriero di grandi sorprese...
My Little Pony - Skipping Down the Street
1 commenti:
Although from different places, but this perception is consistent, which is relatively rare point!
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