15 giugno 2008

The Grand Opening - Beyond The Brightness

Nelle ultime settimane mi sono ritrovato spesso nel lettore l'ultimo album dei Sun Kil Moon di Mark Kozelek, April: splendidamente morbido e oscuro, come l'intera produzione dell'ex-leader dei Red House Painters. Nella medesima linea (d'ombra) si pone anche lo svedese John Roger Olsson, alla guida di un gruppo che si chiama The Grand Opening. Dopo l'interessante debutto This is nowhere to be found di un paio d'anni fa, la tedesca Tapete Records pubblica oggi il seguito Beyond the brightness, prodotto da Linus Larsson (Ane Brun e Anna Ternheim tra tanti altri).
Se l'esordio poteva far pensare ad un incrocio fra i Sophia e i Death Cab For Cutie, The Grand Opening riprende il discorso dalla medesima inquietudine notturna, incentrandolo ancora sulle suggestive dilatazioni alla Red House Painters (Secrets revealed, Trapdoor) e spostandolo impercettibilmente verso atmosfere più rarefatte, a tratti quasi vicine ai Sigur Ròs (Convenient situations), guidate a tratti da un pianoforte malinconico (On the losing end) e stilisticamente curatissime.
Non aspettatevi squarci di luce o di estate da The Grand Opening, ma un lungo autunno dell'anima, foglie secche trascinate dal vento e cieli plumbei. Un disco da conservare gelosamente nel cassetto fino ad ottobre...

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