22 maggio 2008

Kuryakin - Still Here ep

"Se potessimo vorremmo avere sempre un'orchestra sinfonica a supportare ogni nostra canzone, ma per ora ci dobbiamo accontentare di tutti i suoni che riusciamo a creare con un computer". Così parlano della loro musica Petter Gjores e Johan Norberg, i due giovani titolari del progetto Kuryakin, che gravita fra Stoccolma e Uppsala. Non a caso si fanno fotografare con chitarra a tracolla e laptop acceso sul tavolo, giusto per chiarire quali sono gli strumenti del loro mestiere.
Credo che abbiate intuito che non ho un'inclinazione particolare per le band che fanno un uso ampio dell'elettronica, però devo ammettere che i Kuryakin mi piacciono davvero molto, forse perchè la loro è un'elettronica gentile e leggera, totalmente al servizio dell'eterea bellezza delle loro canzoni, piacevole in ogni suo aspetto e per nulla invadente.
Nei cinque pezzi (+ due, considerando il 7" allegato) del loro debutto su media distanza Still here, pubblicato dalla rinata Shelflife, ritroviamo infatti la leggiadria acustica dei compagni di etichetta Days, e al contempo quel gusto pop colto ed educato per un pop in punta di plettro, confidenziale e sottilmente esotico, fra Stereolab, Saint Etienne, profumi brasiliani (A parade), campionamenti sfuggiti alle orecchie onnivore di Jens Lekman (Take my hand) e quella malinconica serenità che ci fa amare i Kings of Convenience (Rain, Snow, Onie).
Un altro bel colpo per la Shelflife, che sta lavorando alla grande su un'idea elegante, moderna e raffintata di pop, di cui i Kuryakin sono alfieri consapevoli e pieni di talento.

3 commenti:

pascal ha detto...

sono meravigliosi...

Anonimo ha detto...

hola, soy español y sigo vuestro blog y me gusta mucho. yo tambien tengo un blog de musica

jairolab.blogspot.com

voy a poner vuestro link en mi blog

Un saludo. Jairo

cornalis ha detto...

:D