12 maggio 2008

Joel Alme - A Master Of Ceremonies

Non sono riuscito a trovare molte informazioni su Joel Alme. Forse viene da Göteborg. Probabilmente non ha più di venticinque anni. Ciò che più importa comunque è che la Sincerely Yours, etichetta che definire minuscola è un eufemismo, ha da poco pubblicato il suo disco d'esordio A master of ceremonies: nove canzoni nove, per una durata da disco anni '60 (28 minuti) che concentra senza sbavature l'arte di songwriter del Nostro.
E visto che Joel non è uno che ama le lungaggini, vengo subito al punto anch'io: se mai fosse possibile un ibrido intelligente, equilibrato e personale dello stile ruvido/inquieto di Hakan Hellstrom e di quello raffinato/confidenziale di Jens Lekman, beh, quello assomiglierebbe come una goccia d'acqua a Joel Alme, che di Hellstrom ha la voce e l'impeto e di Lekman il tocco pop elegante da crooner d'altri tempi. Insomma, le canzoni di Alme, nessuna esclusa, hanno quella faccia un po' stropicciata, quella barba incolta e quell'espressione sorniona che non sai bene dire se sia fascino studiato o spontanea incuria. Un po' lo stesso discorso che si può fare per il compagno di etichetta Jonas Game, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa, o per cantautori come Juni Jarvi, David Sandstrom, Lars Winnerback, Elias & The Wizzkids. Di certo Jonas deve avere ascoltato gli album di Dylan e della Band fino a sciogliere i solchi, tanto da imprimere nel suo codice genetico un certo modo di scrivere, cantare e suonare, ingentilito spesso da romantici arrangiamenti d'archi e comunque votato sempre ad una totale sincerità folk.
Un esordio tanto interessante quanto inaspettato, decisamente. Magari, con un po' di attenzione mediatica in più, scopriremo anche qualcosa su chi è Joel Alme. Per ora ci bastano le nove canzoni del suo disco a parlarci (bene) di lui...


Joel Alme - The Queen's Corner

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