Come i connazionali Shout Out Louds, Last Days Of April, Niccokick, [ingenting], The Radio Dept. - giusto per fare qualche nome - anche gli Speedmarket Avenue si pongono in quel nutrito manipolo di band che hanno accettato a braccia aperte l'eredità di gruppi che hanno fatto grande l'indie-rock svedese degli anni Novanta, come Popsicle, Poprace, Bear Quartet, Wannadies, This Perfect Day e così via...E non è certo un caso se il primo disco della band proveniente da Norrkoping, dal lungo e stravagante titolo I’m going to let my new swiss army knife answer to that, era prodotto da un Poprace (Fredrik Norberg), e il secondo, quello di cui parliamo oggi, da quello Jari Haapalainen (ex Bear Quartet) che ha messo la sua firma sui dischi di Camera Obscura, The Concretes, Laakso, Ed Harcourt, The Tiny e una dozzina di altri artisti.
In effetti Way better now suona molto più levigato del precedente e, complice il fatto che al gruppo si è aggiunta la voce femminile di Sibille Attar, non sembra nemmeno del tutto frutto della stessa band, specialmente nei sei minuti di dream-pop ondeggiante dell'iniziale Sirens. Vero è che negli episodi successivi gli Speedmarket Avenue tornano rapidamente al guitar pop frizzante degli esordi (vedi la sorridente bassa fedeltà del singolo Way better now), ma l'atmosfera oggi - a quattro anni di distanza dalle ultime cose - è sensibilmente diversa, e vira molto spesso sul suono pieno e stratificato e sul tono sornione dei già citati Concretes. Di certo lontano dallo stile di quei Pastels e di quei Comet Gain che i Nostri citano volentieri come originaria fonte d'ispirazione.
Sicuramente qualcuno preferirà la versione più "leggera" e naif degli Speedmarket Avenue, quella del 2004, - non li biasimo! - tuttavia Way better now è un album valido e intelligente, piacevole ma non immediato, e il fatto che un'etichetta indie di fama internazionale come la spagnola Elefant li abbia chimati tra le sue file garantisce un notevole valore di partenza. Se poi avete un pendente per la musica di Concretes e dintorni, è decisamente il disco che fa per voi...
Way better now
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