28 aprile 2008

Olle Nyman - Venture

Olle Nyman ha 25 anni, viene da Luleå, estremo nord della Svezia, e forse vi siete già imbattuti in un suo album di un paio d'anni fa, chiamato Behind the clouds. O forse no: è la prima volta che lo sentite nominare (come me), e probabilmente Venture, uscito da poco per la A West Side Fabrication, sarà il primo disco di Olle Nyman che ascolterete.
Poco male, considerando che i due album si assomigliano poi parecchio.
Che musica suona il nostro Olle? Presto detto: prendete un cantautore acustico alla Josè Gonzalez, fategli fare una rigida dieta a base di blues, Dylan e Van Morrison, poi chiedetegli di suonare come se quella vecchia volpe di Ryan Adams avesse davvero un'anima, o come se il buon Ben Harper non l'avesse venduta al diavolo delle multinazionali in cambio del successo. Ecco, più o meno Olle Nyman suona (e canta, bene fra l'altro...) così, nel territorio vasto del blues, del soul bianco, del folk-rock cantautorale, dell'intimismo acustico più sincero: insomma, è uno che si racconta e ti guarda negli occhi, che è sempre una bella dote, ed è uno che conosce a menadito i suoi modelli. Per carità, niente di sconvolgente nè di originale: a tratti addirittura vi sembrerà di ascoltare Paolo Nutini (The tower), in altri episodi sentirete vibrare le corde essenziali dei Great Lake Swimmers (Before too long), e in definitiva gli metterete l'etichetta di "un altro bravo cantautore svedese che si crede americano", magari fra quelli che viaggiano sottotraccia, come Nicolai Dunger, Racingpaperplanes, The Book of Daniel, Nikola Sarcevic o Tobias Froberg, tutti artisti talentuosi e purtroppo di scarsa fama. Sorte che, speriamo, non tocchi pure al nostro Olle, anche se dà l'impressione che in fondo non gliene importi poi tanto.
Ad ogni modo Venture è un disco piacevole, vario, suonato con sapienza assolutamente vintage da un gruppo di musicisti abili ed affiatati, con una dozzina di canzoni mai meno che belle. Insomma, merita...

Don't let those bastards reel you in

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