13 aprile 2008

Håkan Hellström - För Sent För Edelweiss


För Sent För Edelweiss è il quinto album della carriera di Håkan Hellström, a ormai otto anni di distanza da un esordio che gli ha valso allori e successo ma anche catapultato addosso invidie malevole e penose accuse di plagio. Chi comunque non ha mai abbandonato Håkan - a parte il suo pubblico - è la critica musicale scandinava, che ha già accolto il disco nuovo con un moderato tripudio, quello che si dedica alle opere belle (ma non bellissime) degli artisti che si sono sempre esaltati e si apprezzano da tempo (ma non si amano più alla follia "come agli inizi"). Insomma: otto politico.
Cosa mi aspettavo personalmente dal nuovo album di Hellström? Ovviamente le "sue" canzoni, nervose, trascinanti, piene di parole, cantate con il cuore in mano e la voce stonata: lo stile che è diventato il suo marchio di fabbrica. E le canzoni alla vecchia maniera, da antologia dei primordi springsteeniani, qui non mancano, specialmente nei due episodi che aprono il lavoro, Tro och tvivel e il primo singolo estratto För en lång lång tid. Ma dalle bonarie spacconate di Känn ingen sorg för mig Göteborg ad oggi, Håkan è cresciuto prima di tutto come musicista, e così per tutto l'album gioca a riprodurre ed incrociare i suoi modelli, dalla Band a Tom Petty, da Dylan a Van Morrison, dalla Motown a Paul Simon, a dimostrare che di musica (pop, rock, blues, folk, soul) ne ha masticata parecchia e, ad essere sempre prevedibili, ci si annoia. Meglio allora mescolare generi e atmosfere, e lasciare che gli ascoltatori si divertano a immaginare come si sono divertiti - a loro volta - Hellström e il suo produttore Jocke Åhlund, a costruire gli arrangiamenti dei vari pezzi spingendo sempre su pedali diversi. Non si può comunque fare ameno di notare che - nonostante oggi ci sia una chiara ricerca di equilibrio e raffinatezza, ben più forte della spontaneità originaria - nei 55 minuti totali del disco non ci sono mai vuoti, segno dell'horror vacui caratteristico dell'artista di Goteborg.
Ai posteri la sentenza sul valore di För Sent För Edelweiss nel catalogo degli album di Håkan e in quello dei dischi dell'anno. Lo dico onestamente: può piacere alla follia e può annoiare a morte. Di certo non può passare inosservato.

För en lång lång tid

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