
L'impressione, ascoltando l'album di debutto (con il suo nome) del giovane norvegese Egil Olsen, è che il mondo là fuori sia troppo duro per un animo candido come il suo. Eppure ha avuto del coraggio, il ragazzo: ha lasciato il suo paesino per visitare gli States come uno dei tanti busker che si siedono agli angoli delle strade racimolando monetine dai passanti, è tornato in patria e si è stabilito a Oslo, ha registrato un disco tutto da solo, curato grafica e video, vinto premi della critica, poi è ripartito per un tour, calcando i palchi in totale solitudine - giusto la sua chitarra a fargli compagnia - nel corso del quale fra l'altro è stato derubato dei pochi soldi guadagnati...
Insomma, sorprendente per questo timidissimo hobo che scrive canzoni talmente essenziali che sembrano quasi svanirti davanti. I'm a singer / songwriter non possiede certo l'appeal dei grandi autori folk-rock (Neil Young e Mark Linkous/Sparklehorse non devono essere indifferenti al giovane Egil), però ha un fascino tutto particolare: sarà l'idea di assoluta sincerità che emanano i dodici pezzi dell'album, sarà la voce sottile, spesso in falsetto, del Nostro, saranno le melodie tenui o quella chitarra pizzicata quasi a non volerle fare male, saranno i testi che parlano di oneste ambizioni, famigliole con bambini e cani, timori esistenziali ed impercettibili entusiasmi. Saranno anche video come quelli di I'm a singer songwriter e Wannabe, con i disegni adorabili e lunari di Olsen...
Fatto sta che è difficile rimanere indifferenti davanti al barbuto Egil, tanto al suo innegabile talento quanto ai limiti insiti nel suo progetto di musica "nuda" e fragile. Se mai vi capitasse di incontrarlo lungo un marciapiedi della vostra città, ascolate quello che ha da cantarvi, e riservate le monete più lucide per il suo cappello.
I'm a singer songwriter
Wannabe
California
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