
Deve esserci per forza qualche storia triste dietro il sorriso dolce e bonario di Susanna Brandin, altrimenti non ci spiegheremmo perchè la scelta di Winter Took His Life come sigla artistica, nè la vibrante mestizia di un titolo come You know what it's like to be alone and shut down (Bless The Press). Tanta sincera disperazione ce la potremmo aspettare da certi cantautori depressi americani, Smog, Songs Ohia, o la buonanima di Elliot Smith, non da questa ragazzona di Goteborg dalle guace rosse dall'aspetto più che sano. Ma, attenzione: non facciamoci spaventare dalle foglie di ghiaccio che costellano la superficie di questo disco: dentro, è (quasi) tutta un'altra cosa.
Susanna ha una formazione "classica" di cantautorato femminile, ed una propensione acustico-minimale che fa pensare tanto alla riscoperta Vashti Bunyan quanto alla sottovalutata Jane Weaver (a proposito, che fine ha fatto?), tanto a Nina Nastasia quanto a Gemma Hayes (idolo della Nostra), un'idea stilistica condivisa con una piccola misconosciuta schiera di fanciulle svedesi dal plettro leggero: Lost Summer Kitten, Taxi Taxi!, Piroth, Lowood, Cake On Cake, We Are Soldiers We Have Guns... Tra tutte però Winter Took His Life emerge con una gentile prepotenza: merito di un senso della melodia e della misura che allontana ogni tentazione di noia "depressive" e culla l'ascoltatore lungo i 45 minuti di questo disco d'esordio (anticipato da un ottimo ep autoprodotto nel 2005). La voce delicata di Susanna e la sua chitarra accompagnano con sicurezza undici canzoni dal ritmo placido, che sembrano sempre lì per svanire fra le mani ed invece trovano forza e suggestione in un intreccio corale, in una coda elettrica, in un crescendo strumentale di fiati o archi tanto effimero quanto inatteso, oppure nella evidente bellezza di una linea melodica che si dipana semplicemente sull'arpeggio delle corde (la grazia essenziale di Lucky star e di Time in questo senso è esemplare). Canzoni invernali, certo, ma calde e morbide come una sciarpa di lana. Tristi, malinconiche, ma per nulla disperate: come se la dolcezza della musica fosse in grado da sola di riscattare (o esorcizzare) lo spleen sentimentale- amoroso di cui canta Susanna a cuore aperto (anche questo è il pop, sì...). Canzoni in grado di sorprendere dalla prima all'ultima, in virtù di un'onestà di fondo e di uno spirito selfmade che restano distanti anni luce dall'autocompiacimento di molte produzioni cantautorali. Canzoni di foglie portate via dal vento, finestre appannate e nuvole di passaggio. Canzoni di inverno che si avvicina, ma non fa paura.
myspace (4 canzoni dall'album)
Winter Took His Life - Lucky Star
Winter Took His Life - Time
0 commenti:
Posta un commento