
Qualche tempo fa Erlend Øye, la metà rossa e allampanata dei Kings Of Convenience, raccontava in un'intervista quanto sia difficile, per un maschio norvegese di oggi, rapportarsi con l'altro sesso: si finisce sempre tutti appoggiati al bancone del club con un bicchiere in mano - doceva - a osservare le ragazze ballare al centro della pista, senza il coraggio di avvicinarsi o sostenere uno sguardo. Non so se il buon Erlend parlasse soprattutto di se stesso, però ascoltando il disco di esordio di Dylan Mondegreen While i walk you home non si può fare a meno di pensare alle parole di Øye e alla bionda fanciulla che si riveste sulla copertina dell'album.
Ora, che il giovane Mondegreen (che in realtà all'anagrafe di Oslo si chiama Børge Sildnes) sia l'eccezione che conferma la regola non lo possiamo sapere, fatto sta che pochi dischi come questo ultimamente parlano solo e soltanto di relazioni sentimentali vere, cominciate, finite, immaginate, difficili, ideali, ecc., come se Mondegreen - novello Stephin Merritt, ovviamente meno ambizioso - intendesse costruire un piccolo concept pop sul tema. Interessante è poi la scelta stilistica del Nostro, che allarga il discorso "quieto" iniziato dai citati Kings of Convenience spingendolo verso un universo soft-pop raffinato e radiofonico molto anni '70, venato di reminiscenze della Sarah Records e vicino (ma non troppo) ai gruppi di "pop gentile" di oggi o a cantautori come Ed Harcourt, Richard Hawley o il connazionale Sondre Lerche nel suo lato meno rock. Insomma, la musica che avrebbero ascoltato volentieri giorno e notte, nel loro isolamento, le adolescenti del "Giardino delle vergini suicide" di Sofia Coppola, se avete visto il film (o letto il romanzo): pop per ragazze romantiche, o per norvegesi perennemente innamorati.
Al di là dei gusti personali, colpisce nel lavoro di Dylan Mondegreen l'attenzione maniacale ai dettagli, alle sfumature negli arrangiamenti, la capacità cioè di costruire dieci oggetti pop esenti da difetti e, al di là del loro appeal melodico superficiale, belli da soppesare e gustare ascolto dopo ascolto, a partire dal singolo rubacuori Girl in grass fino agli episodi più fragili come Where you are is where it's at.
Davvero una scoperta...
Girl in grass
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