
Dal '98 al 2004 Anna Järvinen è stata cantante e principale autrice di una band chiamata Granada, titolare di un paio di album interessanti, intrisi di un romanticismo folk di stampo americano a tratti sopra le righe. Dopo una certa attesa, ingenerata da alcuni splendidi demo apparsi sul suo myspace, la piccola etichetta Häpna pubblica il disco d'esordio di Anna, Jag fick feeling.
Diciamolo subito: rispetto ai dischi dei Granada, l'esperienza da solista della Järvinen sembra imboccare una strada diversa, più personale e decisamente meno "americana oriented". L'impatto del singolo Götgatan è subito forte, e fa pensare ad una versione femminile e ingentilita del folk accorato e torrenziale di Hakan Hellstrom, o a certe soluzioni della svedese d'esportazione Sophie Zelmani. Il disco prosegue lungo questo sentiero (il produttore Mattias Glavå in fondo ha messo le mani in tutta la produzione di Hellstrom), mettendo in fila una serie di canzoni di alta intensità emotiva, ora più ora meno ritmate, dove flauto, sassofono, tromba, pianoforte, cori fioriscono con leggerezza su una struttura acustica, in un gioco di rimandi melodici fra un pezzo e l'altro e di citazioni colte (belli gli archi alla Robert Kirby / Nick Drake in Vårmelodi) che è bello scoprire ascolto dopo ascolto. Fino ad arrivare alla conclusiva, semplicemente splendida Kom hem, dove la voce sottile di Anna vola leggera sull'eco di un pianoforte malinconico, arrampicandosi in cielo lungo le ampie spirali di una melodia lenta ed emozionante: un piccolo classico che vale l'album (ascoltatela qui).
Non cantasse in svedese, non sarebbe certo soprendente pensare Anna Järvinen nell'olimpo del cantautorato femminile europeo e americano di oggi, degna erede della lezione di Carole King e Joni Mitchell: per il momento ci accontentiamo di registrare una lunghissima serie di apprezzamenti in terra scandinava, cui si aggiunge il nostro.
Anna Järvinen - Vårmelodi
Götgatan
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