27 settembre 2007

Club 8 - The Boy Who Couldn't Stop Dreaming


Con amore e dedizione Karolina Komstedt e Johan Angergård portano avanti da dodici anni il loro progetto a due chiamato Club 8. Dodici anni non sono certo pochi, eppure i Club 8, al di là del look retrò dei loro abiti e delle pettinature volutamente passate di moda, hanno quei visi che non invecchiano mai, come certi attori del cinema. Quella dei Club 8 è una piccola fetta di storia dell'indie pop scandinavo, una storia che si intreccia con tanti nomi che hanno fatto grande (e in certi casi la fanno ancora) una scena musicale in cui sono germogliati in modo rigolgioso i semi delle band C-86, della Sarah Records, della galassia twee pop: Acid House Kings (Angergård è uno dei titolari), Red Sleeping Beauty, Eggstone, Poprace, The Legends... In sei dischi (compreso il nuovo The Boy Who Could'nt Stop Dreaming, in uscita su Labrador) i Club 8 hanno impresso lievi correzioni di rotta al loro modo elegante, raffinato e diafano di intendere il pop, sposando per un periodo il verbo degli Air, degli Stereolab e della lounge, per tornare negli ultimi anni ad una proposta quanto più possibile essenziale, acustica e retrospettiva, dove l'easy listening anni '60 è sempre letto e filtrato attraverso una sensibilità "moderna" e umanistica, lontanissima da ogni preoccupazione modaiola, dove il pop si fa prima di tutto cultura e gusto. The boy... non rappresenta certo una rivoluzione nella carriera dei Club 8, ma è indubbiamente il loro disco più elaborato, dove il lavoro è stato più di intelligente sottrazione e cesello, che di arricchimento strumentale: e sta forse proprio qui, nell'estetica di una melodia semplice, femminile, evocativa, come sospesa nel tempo, la vera cifra stilistica di Karolina e Johan, e di tutti i musicisti di questo splendente e immutabile filone del twee svedese. Prendete il singolo accattivante Whatever you want ad esempio, o gli arpeggi alla Kings of Convenience di Jesus, walk with me, o ancora la grazia à la Isobel Campbell di Hopes and dreams, senza contare quella frizzante delizia guitar pop che va sotto il nome di When i come around e fa subito pensare ai Sambassadeur, incastonata tra altre piccole gemme sognanti e serenamente malinconiche (Football kids su tutte) e gentili inviti alla danza (Sometimes). Il tutto per 35 minuti (ben oltre il minutaggio medio dei Club 8!) di puro e semplice incanto sonoro: compagnia ideale per questi primi pomeriggi dell'autunno...

Whatever you want


Club 8 - Whatever you want

Club 8 - Jesus, walk with me

Club 8 - Football kids

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