In definitiva la primavera svedese ci ha portato molti album interessanti, da Celestial a Pelle Crlberg, da Sakert a Billie the Vision. Già detto tutto dei succitati, giusto qualche parola qui per altri dischi che vale comunque la pena di citare...
Startracks ha fatto uscire il nuovo disco solista di Kristofer Astrom, Rainawaytown: chi ha amato Northern Blues (del 2001, passa il tempo...) troverà le stesse atmosfere americane in mezza ombra, eleganti e dilatate, correttamente folkrockblues, e ovviamente la solita confortevole voce di Kristofer, che nei suoi sogni vorrebbe probabilmente essere Mark Lanegan ma, ahimè... Da tenere in serbo per i primi rigori invernali: d'estate un disco così dovrebbe essere vietato, anche in Scandinavia. Comunque un classico, almeno nelle intenzioni.
It's a trap, la bibbia online della musica scandinava, sta pompando alla grande il nuovo degli indie rockers Laakso, Mother am i good looking, parlando senza timore di capolavoro. Ora, con il massimo rispetto dei Laakso, che hanno all'attivo due dischi interessanti di alt rock intelligente in equilibrio tra pop e spigolosità (avete presente i dEUS?), la svolta breakthrough dell'ultimo album è tanto ambiziosa quanto azzardata. Se si prende tutto con ironia, non si può che apprezzare l'abilità di Markus Krunegaard e compagni di viaggiare leggeri tra chili di citazioni di rock e pop anni '70 e '80 (e non solo), con gli occhi però bene aperti sulla galassia franzaferdinandiana, e l'infilata dei primi quattro pezzi è onestamente notevole. Poi però affiora la sensazione di ascoltare un disco degli Ark, esperienza che consiglierei solo ai fan degli Ark... Date un'occhiata al video di Italy vs. Helsinki per farvi un'idea. Io sospendo il giudizio.
Molto atteso era il nuovo dei Ronderlin, considerando la piacevolezza smithsiana dell'album di debutto di tre anni fa. The great investigation, che esce su Tomt come il precedente, rimane nell'Inghilterra degli Ottanta e mantiene il medesimo stile melodico, ma vira più su un versante New Order annacquato da cui non si salva molto (la copertina e Three times ). Noia affiorante e cocente delusione...
Decisamente meglio il nuovo degli Shout Out Louds, Our ill wills, che mettono diversi solidi mattoni su quanto già avevano costruito con l'irresistibile Howl howl gaff gaff. Può darsi anche che non ci siano i pezzi super trascinanti dell'esordio, ma c'è sicuramente un gran ritmo, e i Nostri hanno fatto un ottimo e certosino lavoro sugli arrangiamenti e sulla varietà melodica, prednendo senzaltro qualcosa dai gruppi con i quali sono stati in tour (mondiale) negli ultimi anni, Magic Numbers su tutti. Difficile trovare molti altri gruppi in Svezia (in Europa?) capaci di questa personalità e di questo equilibrio di fattori: venissero da Canada e osassero di più (per fortuna non lo fanno, ma è un'opinione personale), starebbero regolarmente sulla copertina di qualche mensile britannico. Ci sarebbero molte cose da dire su Our ill wills e sui suoi cambi di ritmo e di atmosfera, ma è decisamente megli ascoltarlo, tant'è che pare abbia una distribuzione anche alle nostre latitudini. Una conferma su tutta la linea!
Non scriverò il titolo del nuovo ep dei sempre più celebrati Vapnet, essendo come sempre totalmente irriproducibile (lo svedese non l'ho ancora imparato, purtroppo). L'impressione è che sia un'operazione vagamente commerciale della Hybris per battere il ferro finchè è caldo, tutta costruita attorno al singolo Tjernobil, che riassume in modo mirabile la propensione folk pop belleandsebastianiano (in lingua madre) del gruppo di Ostersund. Talentuosi come sempre, qui in vena sperimentale, nel complesso però piuttosto ripetitivi e non del tutto a fuoco.
Laakso, Italy vs. Helsinki
Ronderlin, Three times
2 commenti:
...please where can I buy a unicorn?
Thanks mate... just dropped by. Will look for BIKE STN when we get to Seattle. Still in Buenos Airies.
xanax
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