07 maggio 2007

Tobias Froberg - Somewhere in the city

Mi capita tra le mani, con un ritardo di un anno circa (colpa mia?), questa opera seconda di Tobias Froberg, svedese da esportazione (negli Stati Uniti soprattutto), apparentemente il classico profeta che in patria non ha trovato la consacrazione ed è dovuto volare oltreoceano.
Somewhere in the city è in effetti un disco molto americano, se non per i toni delicati e sommessi, sicuramente per le evidenti fonti di ispirazione: il signor Paul Simon su tutti (ascoltate, e guardatevi il video qui sotto, di God's highway, e chiedete immediatamente scusa ai Kings of Convenience se li avete mai tacciati di scopiazzare), ma anche Jackson Browne e un lungo lungo filone di cantautorato americano cresciuto con il poster di Dylan in cameretta.
Cosa distingue Tobias dalla massa, vi chiederete allora... Momento... Il passo successivo sarebbe concedere tre minuti (qui sotto il video) a When the night turns cold (citato in uno spot Panasonic americano, pare, il che spiega il biglietto business class che Tobias si è trovato improvvisamente in tasca), che è un pezzo che ha del ritmo e una personalità elegantemente sbilenca. Allora probabilmente vi accorgerete che Tobias Froberg non scherza, e troverete sicuramente conferme in questo disco movimentato e nei suoi merletti di acustica, pianoforte, vibrafono e voci (riconoscibili quelle della Emmylou norvegese Ane Brun e del faroense americano Teitur) che si inseguono lungo autostrade tracciate fra Stoccolma e qualche angolo del Midwest.
Mica male...

Tobias Froberg - Somewhere in the city ****

Il video di "God's highway":


Il video di "When the night turns cold":


Il video di "Somewhere in the city":

0 commenti: