Guardavo poco fa su Youtube una ripresa di un concerto che Billie The Vision and The Dancers hanno tenuto qualche sera fa a Malmoe. Un migliaio di persone in delirio danzereccio. Canzoni intere cantate a memoria. Scene da popstars totali...
Allora, con una nuova empirica certezza, ho riascoltato per la decima volta Where the ocean meets my hand e ho capito alcune cose su Billie e i suoi ballerini.
Prima: Billie The Vision lavora sulle sfumature più di quanto vi accorgiate al primo scolto. Se vi mettete in un'ottica di ascolto (brutta espressione, sorry...) radiofonica, vi sembrerà che Lars Lindqvist scriva sempre la stessa canzone da tre album, allora vi spunterà un sorrisino idiota sulla faccia e direte, "Eh, vi ho capito, Billie The Vision and The Dancers, con le vostre canzoncine folk tutte uguali. Siete bravi ma dovete cambiare formula...".
Seconda: Billie The Vision and The Dancers esistono proprio per togliervi il succitato sorrisino già dal secondo ascolto, e vi diranno: "E cosa vi credete? E' musica pop questa! Sentite qua...!". E parte Scared con i suoi archi incalzanti che duettano con l'acustica a tracciare la melodia portante. E parte il fiddle di Damaging this apartment e una melodia che ricorda I let someone else in ma non lo è, anzi un po' lo è: è il capitolo due di quella canzone, ma piena di elementi che la scilgono in un lago luccicante di lacrime. E parte A beautiful night in Oslo che parodia i Blues Brothers in salsa acustica e vi fa battere il piedino dopo un secondo. E... Beh, adesso siete convinti: il pop è una musica che SEMBRA banale, superficile e sempre uguale, ma solo per chi non lo sa ascoltare. Vietato sorridere, qui: la festa inizia...si ride a crepapelle!
Terza: Billie The Vision and The Dancers scrivono i testi più pazzi, intricati e geniali dell'intera scena scandinava (non esagero, va...) e c'è un intero mondo dove Billie è Pablo o non lo è e Pablo si è stancato di Jessica e si rende conto che ama ancora Lily, o forse le ama tutte e due, e c'è poesia e divertimento puro, festa e romanticismo, ameni racconti su una sbornia con le Pipettes a Oslo e una selva di riferimenti a Seinfeld, Desperate Housewife e chi ne ha più ne metta, e poi un sogno in cui Lars (o Pablo, o Billie) incontra il cantante degli Ark che gli annuncia di volere un figlio da lui (tutto è possibile nel mondo di Billie), e ancora questi versi I’ve made my journey from Marilyn to Madonna and I came to the conclusion that none of these can compete with you. You’ve made your journey from Patrick Swayze to Mikkelsen and you came to the conclusion when it’s dark I look just as good che consegnamo alla letteratura (di che genere non so, ma anche Billie ha un po' di confusione a proposito dei generi...).
Quarta: Billie The Vision and The Dancers è uno di quei pochi gruppi al mondo che, se non ci fosse, bisognerebbe davvero inventarlo. Cosa peraltro impossibile, considerata la folle alchimia di questa piccola geniale comunità di freak, innamorati di strumenti folk e canzoni pop e feste a cui vorreste sempre essere invitati (tranquilli, lo siete...). Non perchè Billie The Vision possa cambiare la storia della musica - per carità - ma semplicemente perchè le cose belle e rare vanno tenute strette.
Billie The Vision and The Dancers - Where the ocean meets my hand *****
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