08 marzo 2007

Santa Maria

Difficile fare previsioni sul futuro dei Concretes. Dopo una gavetta rispettabile e promettente da perfect-indie-poppers e due dischi major che ne hanno imposto il nome dalla Svezia agli States, le due fanciulle che detenevano l'inconfondibile marchio melodico della band sembrano interessate ad altre vie. Peccato, direte voi, se avete apprezzato il talento ad un tempo granitico ed eclettico degli otto stoccolmesi, evidente nelle eleganti trame pop, folk, soul di "The Concretes" e "In colour". Meglio così, se preferite che la palma (sempre in palio, mai assegnata) dei "veri eredi dei Belle & Sebastian" vada ai celebratissimi Camera Obscura, o agli Essex Green, o a qualche altro gruppo che adesso non mi viene in mente ma a voi sicuramente sì...
Vabbè, in attesa di ascoltare cosa sta preparando per noi la vocalist dei Concretes Victoria Bergsman, ci occupiamo per un attimo del nuovo progetto della chitarrista Maria Eriksson, ovvero Santa Maria. Chi è incappato (per volontà o per caso) nei due dischi pubblicati sotto il nome di Heikki ("1", introvabile; "2", consigliatissimo), sa già che Maria sa scrivere canzoni di stampo folk-pop degne di nota, specialmente se sostenuta e accompagnata dal produttore prezzemolo Jari Haapalainen. Purtroppo nel disco d'esordio dei Santa Maria Haapalainen non c'è, sostituito da un manipolo di cauti sperimentatori che danno alle composizioni di Maria Eriksson un taglio vagamente obliquo e psichedelico (non a caso al lavoro c'è anche Ellekari Larsson dei The Tiny!). Cosa resta dei Concretes? Un paio di pezzi, tutto sommato i milgliori del lotto ("Cuckoo" ad esempio), in cui si sta sotto i tre minuti e la melodia esce limpida e semplice.
Niente video per il momento; qualche pezzo in ascolto sul sito ufficiale...

Santa Maria - Santa Maria (Slottet) ***

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