08 gennaio 2007

Bjorn Kleinhenz: una (breve) monografia


Ho sempre avuto un debole per i musicisti con la chitrarra acustica sulle ginocchia. Non soltanto per lo stile (con un'acustica si possono fare più o meno tante cose diverse), ma soprattutto per l'attitudine. L'impressione è comunque che sia una razza in via d'estinzione, nonostante gli artisti che si presentano (in genere) soli sul palco, vestiti solo delle loro canzoni, siano tanti. E' l'attitudine che sta scomparendo, spinta piano piano giù dalla torre da un pubblico che tende ad annoiarsi facilmente. Poco male.
Resta il fatto che l'attitudine la conservano pochi fortunati, di solito tanto talentuosi quanto misconosciuti. Uno è Terje Nordgarden, per dire, anche se mi sono perso il suo ultimo lavoro. Jens Lekman lo è senz'altro, anche se il vento pop lo porta ben più lontano, in un suo olimpo personale. Gente come Thomas Denver Jonson lo è davvero, sulla scia americana di un genio mai del tutto esploso quel'è Joseph Arthur. E pure Neil Halstead è uno da chitarra sulle ginocchia, ma fate il confronto fra gli arrangiamenti dei Mojave 3 e il suo disco solista: scrivere 10/12 garandi canzoni che vivono di arpeggi è una faccenda complicata. Pink moon non nasce tutti i giorni...
Insomma, per farla breve, è questione di canzoni...
Il tutto per dire che questo Bjorn Kleinhenz che ho scoperto di recente è uno che la chitarra in braccio la sa tenere e le canzoni le sa scrivere. Come un Mark Linkous più sereno o un Josh Rouse meno eclettico ma più costante. E soprattutto in grado (ad esempio) di scrivere una rima come questa:
if i had three wishes i'd make you my first
throw away the second and give you the third
(The strongest machine)
che nè Linkous nè Rouse (che sono americani, Kleinhenz è tedesco trapiantato a Goteborg) - perdonino - saprebbero scrivere.
Ecco, detto quasi tutto.
Aggiungo che il sito del Nostro in realtà è un blog e mi fa sorridere vedere le foto della sua vecchia casa e quelle della nuova. E mi fa piacere scaricare inediti e cover che sanno ancora di forno. E ascoltare i due dischi ufficiali prodotti per Johnny Brattom e Tomt Records un paio d'anni fa, specialmente il secondo che è davvero un gioiello e dimostra che 10 ottime (ottime sì) canzoni possono stare tutte insieme nella stessa fotografia.
E già che ci sono, mentre cercate "Yeah baby whoah" e "Trans pony" e fate un giro qui, vi aggiungo pure il video di "Better company":



0 commenti: