30 ottobre 2006

Amelie a Götebörg

Può capitare una mattina di tiepido sole. Una di quelle mattine in cui il grigio di Götebörg si colora di riflessi che assomigliano ai colori delle foglie in autunno. All'angolo di due strade senza nome, sul selciato scuro, davanti ad una vetrina dismessa, tre ragazzi suonano i loro strumenti: un glockenspiel tintinnante, una tastierina casio, una vecchia fisarmonica polverosa. Nessuno pare ascoltarli, forse soltanto i grossi corvi che svolazzano bassi tra i tetti a punta e il cielo immancabilmente basso.
Passa una ragazza in bicicletta. La sciarpa annodata ai suoi pensieri. I capelli bruni raccolti in un nodo di vento. Si ferma incuriosita, gli occhi grandi che sorridono a quei buffi musici. I tre continuano a suonare i loro valzer veloci. “E' bella la vostra musica” dice la ragazza, quando i tre finiscono la loro canzone malinconica. I tre – sappiamo che si chiamano Anders, Jon, Martin, ma poco importa che si facciano chiamare Detektivbyrån – ringraziano con un mezzo inchino. Sono ragazzi di poche parole, preferiscono parlare con i loro valzer stralunati. Sorride ancora, la ragazza, poi inforca la bicicletta e pedala lontano, inseguendo il suo destino. Una nuvola distratta, per sbaglio, nasconde il sole alla vista, ma è solo un istante. I tre si guardano negli occhi prima di ricominciare a suonare. I passanti si accorgono appena di loro: hanno di meglio da fare. I corvi continuano a ballare nel cielo di Götebörg. A ritmo di polka.

Detektivbyrån - Hemvagen EP ****

detektivbyran

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